L’Ufficio del Consiglio nazionale ha deciso che per il caso «Daniel M.» non sarà istituita nessuna CPI perché le necessarie inchieste sono già state avviate dalla Delegazione della gestione (DelCG). Per l’Ufficio una CPI non fornirebbe nuovi elementi.

L’Ufficio non intende istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) per far luce sul caso «Daniel M.», come sollecitato dal gruppo dei Verdi con un’iniziativa parlamentare (17.464). Il gruppo dei Verdi chiede che una CPI indaghi sulla legalità dell’operato del Servizio delle attività informative nonché sul ruolo della polizia giudiziaria federale e del Ministero pubblico della Confederazione. Pone anche domande sull’attività del Consiglio federale e del Parlamento quali autorità di vigilanza sul Servizio delle attività informative.
L’Ufficio ha sentito sia il rappresentante del gruppo dei Verdi, il consigliere nazionale Balthasar Glättli, sia il consigliere agli Stati Alex Kuprecht, presidente della Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCG) che sta esaminando il caso nell’ambito di un’ispezione. Secondo il presidente della DelCG i primi risultati dell’ispezione dovrebbero essere resi noti nel corso del 1° trimestre 2018.
L’Ufficio ritiene che la DelCG disponga di tutti gli strumenti e di tutte le competenze necessarie, ma anche delle conoscenze e dell’esperienza richieste per portare avanti con successo le inchieste avviate nella primavera del 2017. Inoltre il presidente della DelCG ha confermato all’Ufficio che tutte le questioni sollevate dall’iniziativa parlamentare sono trattate attentamente dalla Delegazione, la quale si spingerà addirittura oltre tali problematiche.
Per l’Ufficio una CIP è uno strumento che deve essere riservato alle situazioni in cui gli organi di vigilanza ordinari raggiungono i limiti delle loro competenze, ciò che nella fattispecie non è il caso. L’Ufficio ritiene che istituire una CIP richiederebbe molto tempo, mentre la sua attività non porterebbe alla luce nuovi elementi. Nel presente caso una CIP non offrirebbe quasi nessun valore aggiunto, ma provocherebbe al massimo dei doppioni. Inoltre, se l’ispezione della DelCG dovesse rilevare mancanze da parte delle autorità della Confederazione, occorrerebbe prendere rapidamente misure correttive, che il coinvolgimento di una CIP non farebbe che ritardare.
Con queste motivazioni l’Ufficio propone con 9 voti contro 3 e 1 astensione, di non dare seguito all’iniziativa parlamentare del gruppo dei Verdi.
L’Ufficio ha inoltre adottato il parere concernente l’interpellanza Frehner. Lavoro nelle Camere senza carta (17.3640). L’Ufficio sostiene quanto richiesto da diversi anni. Ritiene che il passaggio a un Parlamento senza documenti cartacei sia sensato sia dal profilo ecologico sia per i risparmi di natura finanziaria e di personale. Tuttavia la maggior parte dei parlamentari preferisce continuare a ricevere i documenti in forma cartacea; alla fine di settembre 2017 soltanto sei deputati vi avevano rinunciato. Secondo l’Ufficio il passaggio a un Parlamento digitale è una questione di volontà politica che richiede il forte impegno e il deciso sostegno degli organi responsabili.

Durante la seduta sono stati designati anche i presidenti e i vicepresidenti delle Commissioni per il periodo 2018-2019 (Link), che assumeranno la loro funzione il 27 novembre.
L’Ufficio rinuncia inoltre a una sessione speciale nel maggio 2018, dato che probabilmente non vi saranno oggetti urgenti e il carico di lavoro non lo richiede.
Presieduto da Jürg Stahl (UDC/ZH), presidente del Consiglio nazionale, l’Ufficio si è riunito a Berna il 10 novembre 2017.