Il 22 aprile 2018 il Gruppo d’inchiesta indipendente esterno ha pubblicato il proprio rapporto concernente le accuse di corruzione in seno all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (AP-CdE), al quale ha lavorato per circa un anno. Il 17 gennaio 2017, in una lettera al presidente e all’Ufficio dell’Assemblea, la Delegazione parlamentare svizzera presso il Consiglio d’Europa aveva chiesto per prima di aprire un’inchiesta indipendente, dando così avvio all’iter per chiarire le accuse di corruzione. La Delegazione prende atto con soddisfazione del rapporto e sostiene gli sforzi dell’Assemblea per far luce sulla corruzione e adottare misure adeguate per evitare il ripetersi di eventi analoghi.

​Il 27 gennaio 2017 l’Ufficio dell’AP-CdE ha deciso di istituire un organo d’inchiesta indipendente esterno cui è stato affidato il mandato di svolgere un’inchiesta dettagliata sulle accuse di corruzione nei confronti di membri e di ex membri dell’AP-CdE e di far luce su pratiche nascoste che possono favorire la corruzione.

Il 29 maggio 2017 l’Ufficio ha nominato i tre membri del Gruppo d’inchiesta:

  • Sir Nicolas Bratza (Regno Unito), ex giudice ed ex presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo;
  • Jean-Louis Bruguière (Francia), ex giudice istruttore incaricato in particolare di casi legati al terrorismo;
  • Elisabet Fura (Svezia), ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo ed ex difensore civico del Parlamento svedese.

Quale copromotrice dell’istituzione del Gruppo d’inchiesta indipendente la Delegazione svizzera prende atto con soddisfazione del rapporto d’inchiesta e ne sostiene le raccomandazioni rivolte all’Assemblea. A suo avviso il rapporto rappresenta un primo passo decisivo che permetterà di approfondire le preoccupanti accuse e di ripristinare la reputazione dell’Assemblea. Saranno tuttavia necessari altri interventi: sia misure adeguate adottate dall’Assemblea e riguardanti le persone designate nel rapporto, sia indagini approfondite e misure da parte dei Parlamenti e della giustizia degli Stati cui appartengono i parlamentari sospettati.

La Delegazione ritiene che gli attuali sviluppi rappresentino altresì un’opportunità per l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di riorganizzarsi, di prevenire futuri casi di corruzione in seno all’Assemblea con l’adozione di misure incisive e pertinenti integrazioni del Regolamento e di dedicarsi nuovamente in maniera credibile ai suoi compiti fondamentali, in particolare la tutela dei diritti dell’uomo e il rafforzamento della democrazia e dello Stato di diritto.

Per quanto attiene alle accuse rivolte ad Andreas Gross, membro svizzero dell’Assemblea dal 1995 al 2015, egli non è in alcun modo sospettato di essere coinvolto in casi di corruzione. I suoi eccezionali meriti quale membro dell’Assemblea sono incontestati. Gli viene unicamente rimproverato di non aver dato la dovuta priorità alla citazione che lo invitava a comparire per testimoniare davanti al Gruppo d’inchiesta. La Delegazione ha preso atto dei motivi per cui non ha dato seguito alla citazione.