La Commissione è stata informata dal capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) sui risultati del consuntivo 2020 e ha avuto una prima discussione su questo tema. La pandemia di coronavirus e i relativi sconvolgimenti economici nonché le misure previste per farvi fronte hanno comportato un deficit ordinario di 1,2 miliardi di franchi e spese straordinarie supplementari di 14,5 miliardi di franchi (si veda anche il comunicato stampa del Consiglio federale del 17 febbraio 2021). L'elevata contrazione delle entrate nell'ambito dell’imposta preventiva e le minori spese nel bilancio ordinario hanno sollevato interrogativi. Queste ultime risultano principalmente dalla riduzione dei trasferimenti dovuta alle minori entrate fiscali. La Commissione ha preso atto delle perdite elevate subite dalla Confederazione e si occuperà in dettaglio del consuntivo 2020 nel secondo trimestre.
Valutazione della situazione nell'ambito della politica finanziaria
La CdF-N ha anche discusso della situazione nell'ambito della politica finanziaria per i prossimi anni e ha preso atto delle istruzioni del Consiglio federale per il preventivo 2022 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2023–2025. A causa della crisi di coronavirus, le stime della situazione di bilancio presentate alla Commissione dal capo del DFF sono contraddistinte da grande incertezza. Va tuttavia segnalato che l'aumento della distribuzione degli utili da parte della BNS e il no degli elettori nella votazione del 27 settembre 2020 all'aumento della deduzione per i figli hanno un impatto positivo sulle prospettive delle finanze federali. La Commissione ha dibattuto in particolare delle modalità di gestione del debito relativo alla pandemia. Alla fine di quest'anno, il nuovo debito potrebbe ammontare a 25–30 miliardi. La Commissione affronterà la questione in modo più approfondito quando il Consiglio federale avrà adottato una decisione in materia.
La Commissione ha respinto una proposta volta a presentare una mozione di commissione sulla contabilizzazione dei risultati della BNS. Ha invece constatato che il concetto di «riserva per future ripartizioni», previsto nel bilancio della BNS, potrebbe creare confusione negli ambienti politici e in seno alla popolazione. Gli importi di questa riserva (attualmente quasi 100 miliardi) non sono infatti destinati ad essere esclusivamente distribuiti alla Confederazione e ai Cantoni. La CdF-N, che intrattiene contatti regolari con la Direzione generale della BNS, provvederà a fornire i necessari chiarimenti in merito.
Risorse finanziarie destinate all’agricoltura dal 2022 al 2025 (20.022)
La CdF-N propone al Consiglio nazionale di allinearsi in linea generale alla decisione del Consiglio degli Stati del 14 dicembre 2020. La Camera alta intende destinare 186 milioni di franchi in più all’agricoltura dal 2022 al 2025 rispetto a quanto previsto dal Consiglio federale nel suo disegno. Come la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale, la CdF-N propone modifiche marginali, volte in particolare a conformarsi maggiormente a quanto deciso dal Parlamento nel quadro del preventivo 2021.
Le discussioni della Commissione si sono incentrate sul campo d’applicazione della mozione Dittli 16.3705. Con 16 voti contro 8 e 1 astensione, la CdF-N propone di rinunciare alla compensazione del rincaro per i tre limiti di spesa agricoli. Ne risulta un aumento delle risorse finanziarie destinate all’agricoltura di 143 milioni di franchi rispetto a quanto previsto dal Consiglio federale. La stessa maggioranza della Commissione è inoltre favorevole a un aumento di 30 milioni di franchi dei mezzi destinati all’economia lattiera e a 15 milioni di franchi supplementari per il finanziamento delle infrastrutture che contribuiscono al raggiungimento di obiettivi ambientali. Con 15 voti contro 10 è stata rifiutata una proposta mirante a definire le risorse finanziarie destinate all’agricoltura in una prima fase per un biennio (2022–2023).
Riforma della LPP necessaria e urgente (20.089)
In un corapporto indirizzato alla Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS), la CdF-N si è occupata della riforma della previdenza professionale. La Commissione è concorde nel ritenere che tale riforma sia indispensabile: per le casse pensioni, infatti, l’attuale aliquota minima di conversione nell’ambito della previdenza professionale obbligatoria non è finanziabile. Le ripercussioni finanziarie dirette della riforma sull’ente pubblico sono invece ridotte e sostenibili. La maggioranza della CdF-N è favorevole alla prevista riduzione della deduzione di coordinamento, fermo restando che i lavoratori più anziani non siano svantaggiati a livello di contributi. Nel suo corapporto alla CSSS la Commissione sottolinea l’importanza di mantenere l’attuale livello delle rendite e le misure di compensazione per la generazione di transizione.
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In un primo comunicato stampa del 26 febbraio la Commissione aveva già informato in merito alle proprie decisioni concernenti la prima aggiunta A al preventivo 2021 (21.007), il corapporto relativo alla legge COVID-19 (21.016) e la revisione della legge federale sulle finanze della Confederazione (19.071).
Presieduta dal consigliere nazionale Olivier Feller (PLR/VD), la Commissione si è riunita a Berna il 25 e 26 febbraio 2021 in presenza del capo del DFF, del vicepresidente della Direzione generale della Banca nazionale svizzera, nonché di rappresentanti del DFI, del DDPS, del DFF, del DEFR e del Controllo federale delle finanze.