Corapporto sulla modifica della legge sull’organizzazione della Posta
La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) ha esaminato questo oggetto (21.048 s) per la terza volta da agosto 2021. Essa si era inizialmente espressa a favore della concessione, da parte della Confederazione, di una garanzia di capitalizzazione della Posta accettando il credito d’impegno di 1,7 miliardi di franchi richiesto dal Consiglio federale. La Commissione aveva tuttavia deciso di non pronunciarsi né in merito alla revoca del divieto di concessione di crediti e di ipoteche imposto a PostFinance, né alla privatizzazione di quest’ultima. Una maggioranza dei membri riteneva infatti che per prendere posizione con piena cognizione di causa era opportuno attendere la presentazione del rapporto della commissione di esperti istituita dal DATEC, incaricata di elaborare proposte sulla concezione e il finanziamento del futuro servizio universale. Il rapporto è stato pubblicato il 24 febbraio scorso.
Grazie a suddetto rapporto, la CdF-S è stata in grado di rimettere l'oggetto all'ordine del giorno per completarne la trattazione. La presidente della commissione di esperti, Christine Egerszegi, e Oliver Wünsch, membro della Commissione, hanno presentato il rapporto ai membri della Commissione delle finanze.
Dopo un’intensa discussione sul servizio universale, sul futuro sviluppo delle esigenze in materia della popolazione e delle imprese, nonché sul costo e sul finanziamento che ciò comporterebbe, la Commissione ha deciso, senza opposizione, di proporre alla CTT-S, incaricata dell’esame del disegno, di non entrare in materia sullo stesso. La Commissione ritiene che la portata e il finanziamento del servizio postale universale debbano costituire in via prioritaria l’oggetto di un dibattito e di una discussione politici. La mancata entrata in materia sul disegno non rimette in dubbio la concessione di una garanzia di capitalizzazione da essa sostenuta in precedenza.
Prima aggiunta B al preventivo 2022 (22.007 ns)
La Commissione ha proceduto alla discussione generale sulla prima aggiunta B al preventivo 2022, il cui progetto è stato approvato dal Consiglio federale il 30 marzo 2022. Mediante questa prima aggiunta B, esso sottopone al Parlamento 17 crediti aggiuntivi dell’ordine di circa 2,7 miliardi di franchi. Gli importi ancora estremamente elevati e la stima del fabbisogno residuo in relazione alla pandemia sono stati oggetto di una discussione approfondita, essendo stato più volte espresso l’auspicio di una normalizzazione della situazione anche a livello di finanze federali. Sono pure state formulate domande sulle conseguenze della crisi in Ucraina, in particolare sul bilancio della SEM. Secondo il ministro delle finanze, è ancora troppo presto per anticipare quale sarà l’importo delle esigenze complementari. Se necessario, nella seconda metà dell’anno il Consiglio federale presenterà una domanda nell’ambito della seconda aggiunta al preventivo 2022.
I crediti richiesti saranno analizzati in dettaglio dalle sottocommissioni entro l’inizio di maggio. La CdF-S procederà alla deliberazione di dettaglio in occasione della sua prossima seduta di maggio fondandosi sulle conclusioni delle sue sottocommissioni.
Il punto sulla situazione finanziaria
La CdF-S è stata informata dal ministro delle finanze sulle ipotesi prese in considerazione dal Consiglio federale per fissare l’ambito del preventivo che il 16 febbraio scorso gli ha consentito di emanare le sue direttive concernenti il preventivo 2023 e il piano finanziario 2024-2026 della Confederazione.
Ancora in febbraio, il Dipartimento delle finanze si basava su una forte ripresa economica dopo 24 mesi di pandemia e prevedeva un risultato positivo dei finanziamenti ordinari e un’assenza di spese straordinarie per i prossimi anni. La crisi in Ucraina ha avuto l’effetto di complicare la situazione e di far prevalere l’incertezza. Gli effetti indiretti sull’economia svizzera, in particolare attraverso l’inflazione o il rallentamento congiunturale, dovrebbero ripercuotersi sulle future entrate fiscali. Tutto ciò si inserirà peraltro in un contesto di spese straordinarie supplementari, per esempio nel settore della migrazione, dell’aiuto umanitario o delle spese sociali.
Altro corapporto
Nell’ambito della procedura di corapporto, la Commissione ha inoltre analizzato gli aspetti finanziari del messaggio sulla legge federale concernente l’impiego di mezzi elettronici per l’adempimento dei compiti delle autorità (22.022 s).
Il disegno di legge intende promuovere lo svolgimento elettronico dei processi aziendali della Confederazione e permette di creare le basi legali per una trasformazione digitale efficace dell’Amministrazione federale, nonché per la collaborazione tra autorità di diversi enti pubblici e con terzi nell’ambito del Governo elettronico.
Sono state affrontate le problematiche della costituzionalità del disegno di legge e della centralizzazione che esso implica. La CdF-S non ha proposto modifiche al disegno di legge presentato dal Consiglio federale. Essa comunicherà le proprie deliberazioni alla CSEC-S, incaricata dell’oggetto, quando quest’ultima si occuperà di questa tematica.
Rapporto d’attività 2021 della Delegazione delle finanze
In conclusione, la Commissione ha preso atto del rapporto d’attività della Delegazione delle finanze, presentatole in dettaglio dal suo attuale presidente. Le domande e la discussione seguite alla presentazione hanno riguardato soprattutto il monitoraggio dei crediti concessi nell’ambito della crisi di COVID-19, la flotta svizzera d’alto mare e il finanziamento degli investimenti ferroviari.
Presieduta dalla consigliera agli Stati Johanna Gapany (RL, FR), la Commissione si è riunita il 4 aprile 2022 a Berna. A parte della seduta erano presenti il capo del DFF, Christine Egerszegi e Oliver Wünsch, e rappresentanti del DFF, della CaF e del DATEC.