La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha esaminato il disegno di modifica della legge sulle finanze della Confederazione (LFC). Propone di non aderire alla decisione del Consiglio nazionale, privilegiando il progetto iniziale del Consiglio federale.

Revisione della LFC (Riduzione del debito causato dall’epidemia di COVID-19, 22.020 n): la maggioranza aderisce alla linea del Consiglio federale

Per arginare la crisi causata dall’epidemia di COVID-19, la Confederazione ha effettuato spese straordinarie consistenti. Queste uscite devono essere compensate sull’arco di sei anni per non provocare un aumento permanente del debito pubblico (cfr. art. 17b LFC). Dato che la riduzione dell’indebitamento supplementare sull’arco di sei anni potrebbe essere realizzata soltanto con aumenti delle imposte o programmi di risparmio, il Consiglio federale propone al Parlamento di prorogare tale termine fino al 2035. Per ridurre il debito, l’Esecutivo propone inoltre di impiegare le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della Confederazione (circa 1 miliardo di franchi) e la quota della distribuzione supplementare della Banca nazionale svizzera. Il Consiglio federale presenta queste proposte in un disegno concernente la modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione.

Nella sessione estiva 2022 il Consiglio nazionale, in qualità di Camera prioritaria, ha deciso di dimezzare il disavanzo del conto di ammortamento ricorrendo al conto di compensazione, a condizione che quest’ultimo abbia un saldo sufficientemente elevato (art. 66d cpv. 1). In cambio, ha optato per prolungare il termine per la compensazione del disavanzo fino alla chiusura dei conti del 2031, e non fino alla chiusura dei conti del 2035 come proponeva invece il Consiglio federale (art. 17e cpv. 2).

La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha discusso intensamente il disegno di legge. Sono state presentate 6 proposte, una delle quali è stata ritirata nel corso della discussione. Una prima proposta era intesa a ridurre il disavanzo del conto di ammortamento con il saldo positivo del conto di compensazione. La conseguenza sarebbe che il disavanzo del conto di ammortamento diminuirebbe drasticamente. Una delle ragioni addotte a sostegno di questa proposta è che in tal modo si avrebbe un maggiore margine di manovra per affrontare le grandi sfide del futuro. Una seconda proposta sosteneva la decisione del Consiglio nazionale, come via di mezzo, stralciando però il secondo periodo dell’articolo 66d capoverso 1. La Commissione ha votato all’unanimità a favore di questa proposta, apportando una lieve modifica alla decisione del Consiglio nazionale. Due proposte erano favorevoli alla posizione del Consiglio federale. Nel processo decisionale è prevalsa dapprima, con 9 voti contro 4, la linea del Consiglio nazionale, leggermente modificata, rispetto alla proposta di ridurre il disavanzo del conto di ammortamento con il saldo positivo del conto di compensazione. In seguito, con 7 voti contro 6, ha ottenuto più consensi la proposta del Consiglio federale. La maggioranza ha osservato che la proposta del Consiglio federale non comporterebbe alcun programma di risparmio nei futuri preventivi e risulterebbe più sostenibile. Un’ulteriore proposta chiedeva che nell’articolo 17b LFC venisse inserito un nuovo capoverso 5 che prevedesse che allorquando il conto di compensazione registra un’eccedenza di oltre il 6 per cento delle uscite totali, l’importo eccedente venga utilizzato per ridurre il disavanzo del conto di ammortamento. La proposta è stata respinta con 8 voti contro 4 e 1 astensione. Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il progetto con 10 voti contro 3. L’oggetto sarà trattato nella sessione autunnale.

Messaggio 2022 sugli immobili del DFF (22.037 s).

La Commissione propone all’unanimità alla propria Camera di accogliere il messaggio 2022 sugli immobili del DFF, mediante il quale il Consiglio federale chiede lo stanziamento di crediti d’impegno dell’ordine di 296 milioni di franchi. La Sottocommissione 1, competente per questo oggetto per il DFF, dopo aver esaminato i crediti in occasione di una seduta di un giorno, ha proposto all’unanimità alla Commissione di approvarli. Sono stati sollevati dubbi su un credito d’impegno di 55 milioni di franchi destinato al risanamento e alla ristrutturazione di un complesso amministrativo in Mühlestrasse 2 a Ittigen, in merito al quale erano state rilevate diverse carenze strutturali, quali infiltrazioni nel seminterrato e sulle facciate. L’edificio è in fase di ristrutturazione e la struttura è stata adattata in modo da poter realizzare in futuro forme flessibili di lavoro e di condivisione delle scrivanie. La Commissione si aspetta che i motivi dei difetti di costruzione vengano analizzati e che siano tratte le giuste conclusioni per i progetti futuri. Il Consiglio federale chiede inoltre un credito d’impegno di 50 milioni di franchi per l’attuazione di un pacchetto clima e le mozioni 19.3750 Francais e 19.3784 Jauslin (art. 1 lett. d del decreto federale). Con 10 voti contro 2 è stata respinta una proposta di ridurre tale credito di 10 milioni di franchi, portandolo a 40 milioni, motivata dal fatto che, nella situazione attuale, sarebbe poco sensato sostituire gli impianti di riscaldamento a gasolio a un ritmo accelerato entro il 2030.

Fosche prospettive finanziarie

La Commissione ha preso atto della proiezione per il 2022 effettuata nel mese di giugno. Secondo le stime del DFF, alla fine dell’anno il saldo negativo di finanziamento globale dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 miliardi di franchi. Il preventivo prevedeva un deficit di finanziamento dell’ordine di 2,3 miliardi di franchi. Questo peggioramento della situazione è il risultato di due opposte dinamiche. Il saldo di finanziamento ordinario migliora di 1,3 miliardi di franchi, ma è largamente controbilanciato dalle uscite straordinarie che risultano più importanti di quanto previsto, a causa delle spese legate alle misure adottate per far fronte alla pandemia da coronavirus e all’accoglienza dei profughi ucraini (+4,1 miliardi di franchi).

La Commissione ha quindi avviato i lavori sul preventivo 2023 e il piano finanziario 2024-2026. Mentre il preventivo 2023 rispetta ancora la disposizione costituzionale sul freno all’indebitamento, i piani finanziari sono molto più cupi. Alcune stime che tengono conto delle spese già decise da una o da entrambe le Camere, prevedono un deficit di finanziamento pari a circa 4 miliardi di franchi nel 2024, 7,5 miliardi di franchi nel 2025 e 8 miliardi di franchi nel 2026. In considerazione di tali cifre, potrà rendersi necessario riconsiderare alcune decisioni. In caso contrario potrebbero imporsi drastici programmi di risparmio o aumenti delle tasse. La Commissione ha preso atto con interesse di tali preoccupanti previsioni.

Infine, come è d’uso quando si appresta ad esaminare il preventivo, la Commissione ha sentito il presidente della Banca nazionale svizzera, che ha esposto le sue considerazioni in merito allo stato e alla crescita dell’economia svizzera e mondiale, agli sviluppi in materia d’inflazione e alla situazione sui mercati dei tassi di cambio.

Corapporti

Nell’ambito della procedura di corapporto, la Commissione ha altresì esaminato gli aspetti finanziari del messaggio concernente l’iniziativa popolare «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)» e il controprogetto indiretto (modifica della legge sull’assicurazione malattie) (21.063 n). Con 8 voti contro 4 e 1 astensione, rispettivamente con 8 voti e 5 astensioni e con 8 voti contro 4 e 1 astensione, la CdF-S propone alla Commissione della sicurezza sociale e della sanità della sua propria Camera (CSSS-S) di respingere l’iniziativa popolare, il controprogetto elaborato dal Consiglio federale e la versione modificata dal Consiglio nazionale.

Con 8 voti contro 4, propone inoltre di respingere l’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» (22.043 n).

Considerazioni di bilancio, fra cui l’attuazione finanziariamente onerosa di questi progetti e le prospettive oltremodo incerte a livello finanziario, hanno determinato la decisione presa dalla maggioranza della Commissione.

Con 7 voti contro 4 e 1 astensione, la CdF-S propone in un corapporto indirizzato alla Commissione dell’economia della sua stessa Camera (CET-S) di non entrare in materia sul progetto, previsto nell’ambito dell’imposta federale diretta, concernente l’aumento delle deduzioni per i premi assicurativi e gli interessi dei capitali a risparmio (22.053 s). In considerazione delle fosche prospettive di bilancio per i prossimi anni e del fatto che lo sgravio fiscale si concentrerebbe fortemente sulle fasce di reddito più elevato, la maggioranza della Commissione ritiene che, allo stato attuale, un aumento delle deduzioni fiscali non sia né finanziariamente sostenibile né idoneo. Una minoranza è favorevole a che le deduzioni per i premi assicurativi vengano adeguate al forte aumento dei costi, ciò che permetterebbe di sgravare il ceto medio.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Johanna Gapany (RL, FR), la Commissione si è riunita a Berna il 29 e il 30 agosto 2022. A parte della seduta erano presenti il capo del DFF, Thomas Jordan, presidente della Direzione generale della BNS, e alcuni rappresentanti del DFF, del DFI e della CaF.