La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) he deciso di non dare avvio a riflessioni più ampie in merito a un’eventuale modifica della politica di distribuzione dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS). Ha inoltre proseguito i propri lavori concernenti il preventivo 2025 della Confederazione procedendo alla discussione generale del progetto. Infine, ha proposto di approvare senza modifiche il disegno di legge federale concernente le misure di sgravio finanziario e amministrativo applicabili dal 2025.

A fronte di una proposta che mirava a esaminare diverse varianti di modifica della legge sulla Banca nazionale o della Convenzione tra il DFF e la BNS sulla distribuzione dell’utile della BNS in vista di garantire una certa stabilità nella distribuzione dell’utile alla Confederazione e ai Cantoni, la CdF-S ha sentito il professor Thomas Jordan, presidente della Direzione generale della BNS, Rosalie Beuret Siess e Anton Lauber in rappresentanza dei governi cantonali e la consigliera federale a capo del DFF Karin Keller-Sutter.

La Commissione ha respinto questa proposta con 8 voti contro 5 al termine di un intenso dibattito. La maggioranza della Commissione ha giudicato soddisfacente la prassi attuale di distribuzione che non va quindi modificata. A suo avviso è opportuno considerare l’estrema volatilità degli utili e delle perdite della BNS ed evitare di imporle un versamento nel caso in cui registri un disavanzo. La maggioranza ha anche ricordato che la missione principale della BNS è quella di svolgere in maniera indipendente la politica monetaria nell’interesse del Paese, dando la priorità alla stabilità dei prezzi. La minoranza ha rilevato che l’attuale sistema di accantonamenti e riserve della BNS non è sempre stato trasparente e andava a discapito della Confederazione e dei Cantoni. Ritiene inoltre che sussista ancora un margine di manovra per fissare e stabilizzare le distribuzioni della BNS.

Preventivo 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2026-2028 (24.041)

Il 5 luglio scorso, a seguito dell’approvazione materiale del preventivo 2025 della Confederazione da parte del Consiglio federale, la Commissione delle finanze ha preso atto delle cifre principali del preventivo 2025 e del piano integrato dei compiti e delle finanze 2026-2028, dando così inizio ai lavori concernenti il preventivo in seno alla Commissione.

Il 21 agosto il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente il preventivo e la Commissione ha quindi potuto proseguire i propri lavori. Come di consueto, ha iniziato il suo esame con una discussione con il presidente della Direzione generale della Banca nazionale svizzera riguardo alle prospettive congiunturali e alla crescita prevista in Svizzera e all’estero per il prossimo anno.

L’Amministrazione federale delle finanze (AFF) ha poi presentato alla CdF-S la prima proiezione per il 2024, che prevede un disavanzo di finanziamento ordinario di 0,4 miliardi di franchi, quindi più basso di quello iscritto a preventivo di 0,5 miliardi di franchi. A questo si aggiunge un disavanzo di finanziamento straordinario atteso di 1,2 miliardi di franchi (al posto dei 2,2 miliardi preventivati inizialmente). Il saldo finanziario totale migliora quindi di 1,0 miliardo di franchi, passando da -2,6 a -1,6 miliardi di franchi. Questo miglioramento è dovuto innanzitutto al rinvio al 2025 del versamento dell’apporto unico di capitale destinato alle FFS pari a 1,15 miliardi. Se queste cifre si confermeranno, le direttive del freno all’indebitamento saranno rispettate.

Nell’ambito della discussione generale, la capodipartimento del DFF ha quindi ricordato e spiegato vari elementi del preventivo 2025 della Confederazione nonché le diverse misure adottate dal Consiglio federale per allestire un preventivo conforme alle esigenze del freno all’indebitamento. Dopo l’attuazione di alcune misure correttive (taglio trasversale dell’1,4 % per le uscite debolmente vincolate, la riduzione del contributo all’assicurazione contro la disoccupazione [-589 mio.], la diminuzione del conferimento al Fondo per l’infrastruttura ferroviaria [-300 mio.] e la riduzione delle riserve del settore dei PF [-100 mio.]). Il preventivo prevede un saldo finanziario ordinario negativo di 397 milioni di franchi, da cui risulta un margine di manovra di 115 milioni di franchi rispetto alla soglia fissata dal freno all’indebitamento a titolo di deficit congiunturale.

Niente più tagli trasversali lineari in futuro

Durante la discussione generale, con 6 voti contro 3 e 3 astensioni è stata accolta una proposta all’attenzione del Consiglio federale volta a istituire un principio di attuazione di eventuali futuri tagli trasversali a partire dal 2026. La proposta incarica il Consiglio federale, per i prossimi preventivi che allestirà, di procedere a eventuali tagli trasversali destinati a correggere il bilancio non in modo lineare, ma proporzionalmente al tasso di crescita dei preventivi dei settori di compiti interessati. Una maggioranza della Commissione ha ritenuto che questo metodo fosse meno ingiusto nei confronti dei settori che nel corso degli anni si sono dimostrati parsimoniosi nelle loro esigenze e nei loro preventivi. Una minoranza ha rilevato che i settori che hanno ottenuto più risorse erano proprio quelli le cui esigenze erano reali o ai quali il Parlamento aveva deciso di dare la priorità. Una simile proposta non sarebbe quindi coerente con le decisioni parlamentari. Una volta stabilito il principio, la sottocommissione del DFF incaricata preparerà una proposta concreta che sarà integrata nel piano finanziario 2026-2028 come mandato al Consiglio federale.

Dopo la decisione di entrata in materia, le sottocommissioni competenti inizieranno la deliberazione di dettaglio sul preventivo 2025 in ottobre e formuleranno proposte alla CdF-S in vista della sua seduta del 18 e 19 novembre 2024. La deliberazione sul preventivo nelle Camere federali si svolgerà nella sessione invernale.

Legge federale concernente le misure di sgravio del bilancio della Confederazione applicabili dal 2025 (24.016)

La CdF-S ha avviato l’esame del disegno del Consiglio federale concernente le misure di sgravio finanziario e amministrativo applicabili dal 2025 (24.016 n). Il Consiglio federale propone al Parlamento di modificare la legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) e la legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA). La modifica della LADI permetterà di sgravare le finanze federali per un totale di 1,25 miliardi di franchi nel periodo 2025-2029.

Inizialmente la Commissione è entrata in materia sul disegno con 9 voti contro 1 e 2 astensioni. Nel corso della deliberazione di dettaglio non sono state avanzate proposte di modifica. La Commissione propone di aderire al disegno del Consiglio federale senza apportarvi modifiche e alla decisione del Consiglio nazionale. La votazione sul complesso si è conclusa con 11 voti contro 1.

Audizione del gruppo di esperti concernente la verifica dei compiti e il riesame dei sussidi

Il 25 agosto 2024 il gruppo di esperti concernente la verifica dei compiti e il riesame dei sussidi, istituito dal Consiglio federale l’8 marzo 2024, ha concluso i propri lavori e consegnato al committente il proprio rapporto finale, che nel frattempo è stato pubblicato. La CdF-S ha sentito il presidente del gruppo di esperti Serge Gaillard, ex direttore dell’AFF. In tale contesto sono stati discussi il modo di procedere e la metodologia applicati dal gruppo di esperti nonché i risultati e le proposte relative alle misure di risparmio. I principali temi trattati sono stati la fattibilità di alcune misure proposte, l’atteso trasferimento di oneri ai Cantoni e a determinati gruppi della popolazione, come pure gli aspetti di politica regionale delle raccomandazioni formulate dal gruppo di esperti.

La Commissione accoglie con favore il rapporto del gruppo di esperti, che considera una buona base per i prossimi dibattiti politici riguardanti la correzione del bilancio della Confederazione. Prende atto che, secondo il gruppo di esperti, vi è margine sufficiente per eliminare i disavanzi previsti per le finanze della Confederazione mediante risparmi annui pari a 5 miliardi di franchi dal 2030. In questo modo si amplierebbe il futuro margine di manovra della Confederazione. La CdF-S constata inoltre che il gruppo di esperti propone di rinunciare ad agevolazioni fiscali difficilmente giustificabili con motivi extrafiscali anche se dovessero risultare necessarie o politicamente prioritarie misure sul fronte delle entrate.

Il Consiglio federale deciderà nelle prossime settimane quali delle misure suggerite dal gruppo di esperti o proposte interne all’Amministrazione federale saranno perseguite. La CdF-S sentirà la capodipartimento del DFF a questo proposito presumibilmente nel prossimo trimestre, quando saranno note le misure da integrare in un progetto del Consiglio federale da porre in consultazione. Nel quarto trimestre del 2025 le Commissioni delle finanze si preparano per l’esame preliminare di un atto mantello contenente modifiche di diverse leggi federali.

Prospettive a breve e lungo termine per le finanze pubbliche

Nell’aprile del 2024 il DFF ha pubblicato il rapporto sulle prospettive a lungo termine per le finanze pubbliche in Svizzera. In vista del dibattito sul preventivo, la CdF-S si è fatta illustrare le sfide per le finanze pubbliche in Svizzera fino al 2060. Alcuni membri della Commissione si sono chiesti fino a che punto delle previsioni fino al 2060 possano costituire la base per decisioni politiche.

Poiché l’evoluzione demografica comporterà sfide importanti per l’AVS, la Commissione ha sentito anche il direttore dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) per avere informazioni sugli errori nel calcolo delle prospettive finanziarie dell’AVS, che influiscono anche sulle finanze della Confederazione.

L’incremento delle uscite dipendenti dai cambiamenti demografici espone già oggi le finanze della Confederazione a grandi sfide: le dinamiche di crescita nel settore della previdenza sociale sono la principale causa del costante aumento della quota di uscite fortemente vincolate. Attualmente il 65 per cento delle uscite della Confederazione è fortemente vincolata dalla Costituzione, dalle leggi e da fattori esogeni come l’andamento dei tassi d’interesse ed è quindi difficilmente modificabile a breve termine nel preventivo. Ne risulta significativamente ridotto il margine decisionale sul piano politico-finanziario a breve termine di Consiglio federale e Parlamento, i quali possono ridefinire le priorità unicamente per i mezzi destinati a uscite non vincolate (nei settori formazione e ricerca, esercito, agricoltura, cooperazione internazionale, traffico regionale viaggiatori, ambiente, cultura e settore proprio dell’Amministrazione federale).

Alla luce di ciò, la Commissione si è poi occupata del rapporto del Consiglio federale sui vincoli posti alle uscite, che l’Esecutivo aveva approvato il 1° maggio 2024 in adempimento dei postulati 21.4337 della CdF-N e 23.3605 del consigliere agli Stati Erich Ettlin. La CdF-S è stata informata dall’Amministrazione sulle opzioni delineate dal Consiglio federale per aumentare la flessibilità nella preventivazione delle uscite vincolate.

Stabilità delle banche: rapporto del Consiglio federale

Il rapporto sulla stabilità delle banche è stato adottato dal Consiglio federale il 10 aprile 2024. Il rapporto affronta anche numerose questioni e richieste derivanti da interventi parlamentari accolte dalle Camere federali in occasione della sessione straordinaria dell’aprile 2023 dedicata alla crisi di Credit Suisse (in particolare i postulati 23.3441 e 23.3442 delle CdF). La Commissione ha preso atto del rapporto che la capodipartimento del DFF le ha presentato. Si occuperà nuovamente di questo tema quando la Commissione parlamentare d’inchiesta «Gestione delle autorità – fusione d’urgenza Credit Suisse» presenterà le proprie conclusioni.

Presieduta dal consigliere agli Stati Jakob Stark (UDC, TG), la Commissione si è riunita il 5 e 6 settembre 2024 a Berna. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Karin Keller-Sutter, il presidente della BNS Thomas Jordan, la ministra giurassiana Rosalie Beuret Siess, il consigliere di Stato di Basilea Campagna Anton Lauber, Serge Gaillard e rappresentanti di vari dipartimenti e autorità (DFF, DFI e CDF).