Nel rapporto sintetico reso pubblico oggi, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati accoglie con favore le misure adottate dal Consiglio federale con riguardo all'indipendenza dell'Ufficio di coordinamento e alla vigilanza sui laboratori di analisi del DNA.

​Fondandosi su una valutazione del Controllo parlamentare dell’amministrazione concernente l'analisi del DNA nei procedimenti penali, il 27 agosto 2019 la Commissione aveva adottato un rapporto destinato al Consiglio federale, poi pubblicato il 30 agosto 2019. In tale rapporto aveva rilevato carenze quanto al ruolo dell'Ufficio di coordinamento cui la Confederazione aveva affidato la gestione della banca dati del DNA e quanto alla vigilanza sui laboratori di analisi del DNA, di competenza della Confederazione. La Commissione ha inoltre individuato la necessità di agire nell'ambito delle prassi cantonali riguardanti il ricorso alle analisi del DNA. La Commissione aveva quindi rivolto varie raccomandazioni al Consiglio federale, che si era pronunciato al riguardo nell'autunno del 2019 e nel corso del 2020. Il rapporto sintetico pubblicato oggi è stato redatto alla luce dei pareri espressi dal Consiglio federale e dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP).

Per quanto concerne il ruolo dell'Ufficio di coordinamento, la Commissione ha recepito positivamente i propositi del Consiglio federale di rivedere il contratto tra il DFGP e l'Ufficio di coordinamento e di affidare a una nuova organizzazione nazionale indipendente la rappresentanza degli interessi dei laboratori di analisi del DNA nei confronti di fedpol.

Il quadro giuridico attuale prevede che la vigilanza sui laboratori di analisi del DNA spetti a fedpol, che l'ha però sostanzialmente delegata al Servizio di accreditamento svizzero (SAS), cui compete anche l'accreditamento dei laboratori. Dando seguito alla raccomandazione della Commissione, il Consiglio federale ha esaminato la delega della vigilanza al SAS e l'idoneità di questo a svolgere tale compito, giungendo alla conclusione che la delega non pone problemi e che il SAS è idoneo. Pur apprezzando il fatto che l'esame abbia avuto luogo, la Commissione resta dell'avviso che il doppio ruolo svolto dal SAS non sia scevro da criticità.



La Commissione ha inoltre preso atto con favore del fatto che in Svizzera vi è stato un calo delle analisi del DNA ordinate dai Cantoni. Non è possibile verificare se, partendo da questo solo dato, vi è stata un'armonizzazione delle prassi cantonali. È tuttavia probabile che il calo in questione sia dovuto alla decisione di principio presa dal Tribunale federale nel 2014, che avrebbe indotto i Cantoni a tenere maggiormente conto del principio di proporzionalità e a ricorrere quindi con meno frequenza all’analisi del DNA. È peraltro ancora presto per capire se la prevista modifica del Codice di procedura penale, con la quale ci si propone di definire con maggior precisione le condizioni cui è subordinato il ricorso all'analisi del DNA, potrà contribuire ad armonizzare le prassi dei Cantoni.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Maya Graf (I Verdi, BL), la Commissione si è riunita a Berna il 9 novembre 2021.