La Confederazione dispone di diciassette autorità decentralizzate di vigilanza e di regolazione. Queste possono assumere la forma di un istituto di diritto pubblico autonomo (come Swissmedic) o di commissione extraparlamentare dotata di competenze decisionali (come la COMCO). In un rapporto pubblicato in data odierna la CdG-S esprime il suo apprezzamento per lo stato attuale dell’attuazione di quattro raccomandazioni che aveva rivolto nel 2015 al Consiglio federale sulla garanzia d’indipendenza delle autorità di vigilanza e di regolazione.
La CdG-S attira l’attenzione sul fatto che le autorità di vigilanza e di regolazione assumono due forme giuridiche distinte e sono quindi assoggettate a norme diverse per quanto riguarda l’indipendenza. Questa distinzione, dovuta a ragioni storiche e organizzative, è in parte comprensibile per la Commissione. Tuttavia essa continua a ritenere necessario un concetto generale che consenta di armonizzare le regole in materia. Di conseguenza si rammarica che il Consiglio federale non sia disposto a elaborarlo, nonostante le ripetute richieste della Commissione.
La CdG-S constata che le diverse misure adottate negli ultimi anni hanno contribuito a chiarire le norme sull’indipendenza in generale. Sono state apportate modifiche alla legislazione, sono state inserite integrazioni nei principi direttori del governo d’impresa e sono stati pubblicati modelli di atti normativi per le autorità interessate. La Commissione sottolinea tuttavia che nelle leggi speciali relative alle diverse autorità le disposizioni concrete sull’indipendenza rimangono eterogenee. D’altronde la maggior parte delle nuove disposizioni si applica solo agli istituti autonomi di diritto pubblico e non alle commissioni decisionali. La Commissione reputa molto importante che il Consiglio federale continui ad adoperarsi per armonizzare la normativa in materia.
La CdG-S prende atto con soddisfazione della decisione del Consiglio federale di definire profili di requisiti per i membri di tutte le commissioni decisionali di vigilanza e regolazione, rispondendo così a una richiesta di lunga data della Commissione. Per quanto riguarda gli istituti autonomi di diritto pubblico, la Commissione condivide la decisione del Consiglio federale di migliorare la trasparenza della procedura di nomina dei membri dei consigli di istituto o di amministrazione. Infine essa ha preso atto che nei principi guida del governo d’impresa della Confederazione il Consiglio federale ha specificato di godere di un diritto di approvazione sulla conclusione e risoluzione del rapporto di lavoro dei direttori degli istituti autonomi di diritto pubblico. La Commissione rileva che l’estensione del diritto di intervento comporta taluni rischi per l’indipendenza degli istituti di vigilanza e di regolazione, ragione per cui tale diritto dovrà essere applicato con la massima cautela.
Inoltre la CdG-S si rallegra del fatto che i principi guida del governo d’impresa della Confederazione siano stati completati per quanto riguarda la gestione delle relazioni di interesse in seno agli istituti autonomi di diritto pubblico di vigilanza e di regolazione. Sottolinea l’importanza che la Confederazione eserciti una vigilanza attiva in questo ambito. La Commissione osserva per contro che le norme sulla gestione delle relazioni di interesse sono assai più rudimentali per le commissioni decisionali.
Nell’ambito del suo esame la CdG-S ha approfondito il caso dell’ex presidente del Consiglio dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), il quale aveva dato le dimissioni in seguito alle critiche mosse pubblicamente sulla sua indipendenza. A suo avviso, questo esempio illustra l’approccio passivo con cui i dipartimenti in passato hanno esercitato la vigilanza sulle relazioni di interesse. Nondimeno la Commissione constata con piacere che da questo caso sono stati tratti i debiti insegnamenti.
Infine la Commissione rileva che il Consiglio federale assume un ruolo poco attivo nel sensibilizzare le autorità di vigilanza e di regolazione sul tema dell’indipendenza.
Sulla base delle informazioni raccolte la CdG-S ha deciso di concludere il suo lavoro su questo dossier. Nondimeno sottolinea che una necessità d’intervento supplementare da parte del Consiglio federale permane su diversi punti. Sulla base di un’analisi complessiva, che includa altri dossier aperti, la Commissione stabilirà nel corso del 2023 come intende vegliare su questi aspetti.
Presieduta dal consigliere agli Stati Matthias Michel (PLR/ZG), la CdG-S si è riunita a Berna il 21 ottobre 2022.