La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha tracciato un bilancio delle misure adottate in questi ultimi anni in relazione alla gestione delle relazioni d’interesse nelle imprese parastatali. In molti dei punti esaminati la situazione è migliorata, tanto all’interno delle imprese interessate quanto a livello delle autorità federali. La Commissione ritiene tuttavia che in relazione a determinati aspetti la Confederazione potrebbe esercitare la sua attività di vigilanza in maniera più proattiva e uniforme.

In un rapporto pubblicato in data odierna​, la CdG-S traccia un bilancio complessivamente positivo riguardo all’attuazione delle quattro raccomandazioni che aveva formulato nel 2018 in merito alla gestione delle relazioni d’interesse all’interno delle imprese parastatali (Posta, FFS, Swisscom, Skyguide, gruppo RUAG). Ha quindi deciso di concludere i suoi lavori concernenti questo argomento.

Progressi evidenti in termini di regole, procedure e trasparenza

La CdG-S accoglie con favore gli sforzi compiuti dalle imprese per completare le loro regole sulla dichiarazione delle relazioni d’interesse; in futuro queste regole garantiranno un trattamento coerente di tale aspetto. Al riguardo rileva l’impatto positivo del nuovo principio 6 sul governo d’impresa della Confederazione, adottato nel 2019, e del nuovo articolo 717a del Codice delle obbligazioni, entrato in vigore nel 2023. La Commissione valuta altresì positivamente le misure adottate dalle imprese per sensibilizzare i quadri superiori su questo tema.

La CdG-S ha constatato chiari progressi anche per quanto riguarda le procedure di notifica e di controllo delle relazioni d’interesse all’interno delle imprese e la loro trasparenza su questo tema. I consigli d’amministrazione affrontano la questione almeno una volta all’anno e i rapporti di gestione contengono ora informazioni più dettagliate sull’argomento. Riguardo a quest’ultimo punto, tuttavia, la Commissione ritiene che sussista ancora un potenziale di miglioramento per alcune imprese.

La vigilanza della ​Confederazione può essere ulteriormente migliorata

Per quanto riguarda la vigilanza sulle relazioni d’interesse da parte delle autorità federali aventi il ruolo di proprietario, ossia il DFF, il DATEC e il DDPS, il bilancio tracciato dalla Commissione è più eterogeneo.

Tra i punti positivi, la Commissione constata che queste autorità dispongono globalmente degli strumenti necessari per adempiere il loro ruolo di vigilanza. In particolare, possono affrontare la questione delle relazioni d’interesse durante i loro colloqui trimestrali con le imprese. Il Consiglio federale dispone altresì di un elenco preciso di possibili sanzioni in caso di lacune. Inoltre, l’Ufficio federale del personale e l’Amministrazione federale delle finanze hanno elaborato un modello per le proposte di nomina dei nuovi dirigenti sottoposte dai dipartimenti al Consiglio federale, che menziona esplicitamente l’importanza della verifica delle relazioni d’interesse da parte dei dipartimenti.

La CdG-S ritiene tuttavia che sotto certi aspetti sussista ancora un margine di miglioramento nell’attuazione pratica della vigilanza da parte delle autorità federali. In particolare constata che negli ultimi anni la questione delle relazioni d’interesse non è mai stata discussa durante i colloqui trimestrali con le imprese e rileva una certa eterogeneità tra i dipartimenti nel modo di trattare le proposte di nomina sottoposte al Consiglio federale. La Commissione invita quest’ultimo ad assicurare che le unità amministrative federali competenti adottino un approccio più proattivo all’argomento e mantengano al riguardo un dialogo regolare con le imprese.

Presieduta dal consigliere agli Stati Charles Juillard (Alleanza del Centro, JU), la Commissione si è riunita a Berna il 5 luglio 2024.