La Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ritiene che in materia di divieti d’entrata in Svizzera le procedure interne all’Ufficio federale di polizia (fedpol) non siano disciplinate in modo chiaro. Secondo la Commissione occorre intervenire anche per quel che concerne l’attività di vigilanza esercitata dal Dipartimento. Fedpol è inoltre tenuto ad adottare misure volte a garantire una gestione completa degli atti.

Fedpol può vietare l’entrata a uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza della Svizzera. La CdG-S ha esaminato due casi risalenti all’ottobre 2024 e al gennaio 2025 in cui fedpol, dopo aver inizialmente rinunciato a pronunciare un divieto d’entrata, ha cambiato parere poco tempo dopo ribaltando la propria decisione.

Procedure interne a fedpol non chiaramente disciplinate e gestione incompleta degli atti

La CdG-S ha esaminato la legittimità e l’adeguatezza della procedura interna a fedpol per l’emanazione di un divieto di entrata in Svizzera e ha constatato che le competenze decisionali interne all’ufficio federale per il trattamento delle richieste di divieto di ingresso non sono regolamentate in modo chiaro. Nei casi esaminati dalla Commissione il servizio competente di fedpol si era inizialmente espresso negativamente nei confronti delle richieste della polizia cantonale di Zurigo volte a far pronunciare un divieto d’entrata in Svizzera. L’allora direttrice di fedpol, su intervento della stessa polizia cantonale, ha tuttavia in seguito disposto il pronunciamento di tale divieto.

Tali ripensamenti compromettono la certezza del diritto e la fiducia nella corretta applicazione della legge da parte delle autorità. Una decisione dovrebbe poter essere riconsiderata solo se appare necessario sulla base di fatti non noti al momento della prima decisione, cosa che non era avvenuta nei due casi esaminati dalla Commissione.

La Commissione ha inoltre constatato che gli atti non documentano in modo sufficientemente chiaro i motivi alla base dei divieti di ingresso. Secondo la valutazione della CdG-S, fedpol non ha quindi adempiuto in modo adeguato al suo obbligo di gestione degli atti, dai quali dovrebbe risultare chiaramente come è stata presa la decisione e quali informazioni sono state determinanti per l’intervento dell’autorità.

Ripartizione delle competenze poco chiara tra fedpol e il Dipartimento

Anche la ripartizione delle competenze tra fedpol e il Dipartimento federale di giustizia e polizia risulta poco chiara. A livello di ordinanza è stabilito che fedpol sottoponga al Dipartimento i «casi politicamente rilevanti». Secondo la CdG-S, il Dipartimento dovrebbe stabilire quali casi rientrano in tale categoria. Nell'ambito dell'indagine è emerso pure che il Dipartimento si occupa di una decisione solo in caso di ricorso o quando viene coinvolto da fedpol. Il Dipartimento ha quindi esaminato le due decisioni in questione solo dopo che la direttrice di fedpol, in carica dal febbraio 2025, lo aveva segnalato. Dal punto di vista della Commissione, ciò è avvenuto troppo tardi, tanto più che la legge richiede una vigilanza generale e costante.

Procedimenti di ricorso pendenti

La legittimità delle decisioni è attualmente all’esame del Tribunale amministrativo federale nel quadro dei procedimenti di ricorso pendenti. In virtù della separazione dei poteri, questo aspetto non è stato oggetto delle indagini della CdG-S.

La Commissione chiede al Consiglio federale di prendere posizione in merito alle sue constatazioni e raccomandazioni entro la fine di febbraio 2026.

Presieduta dal consigliere agli Stati Charles Juillard (Il Centro, JU), la CdG-S si è riunita a Berna l’11 novembre 2025.