Dopo essere entrata tacitamente in materia nella sua ultima seduta, la Commissione ha proceduto alla deliberazione di dettaglio del nuovo progetto di revisione parziale della LTF (25.088), volto segnatamente ad attuare la mozione Caroni 24.3023. Questa revisione di modesta entità riprende i punti non controversi della riforma più ambiziosa respinta nel 2018 dal Parlamento. La Commissione approva nel complesso il progetto, che mira innanzitutto a rafforzare la certezza del diritto. Propone tuttavia di reintegrarvi le disposizioni seguenti: la possibilità per due giudici, ovvero una minoranza qualificata della corte, di richiedere che una questione sia decisa dalle corti interessate riunite (procedura di coordinamento), l’inammissibilità dei ricorsi contro le contravvenzioni che prevedono multe inferiori a 500 franchi e l’applicazione dei valori litigiosi minimi ai ricorsi che riguardano esclusivamente pretese civili. Scopo di tali disposizioni è rafforzare l’uniformità della giurisprudenza e sgravare almeno in parte il Tribunale federale. Con 8 voti contro 3 propone inoltre che il TF possa aumentare l’importo della tassa di giustizia fino a un milione di franchi per le controversie di carattere pecuniario di valore pari o superiore a un miliardo di franchi. Infine, con 10 voti contro 0 e 2 astensioni auspica che i Cantoni dispongano di tre anni, anziché due, per adottare le disposizioni d’esecuzione necessarie. Una minoranza propone inoltre di mantenere l’ammissibilità del ricorso diretto contro gli atti normativi comunali.
Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il progetto modificato con 9 voti contro 0 e 1 astensione. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà nella sessione primaverile.
Poche divergenze nel progetto concernente la nuova procedura di sdebitamento
Con 10 voti contro 1 e 1 astensione, la Commissione ha approvato nella votazione sul complesso il disegno volto a introdurre la procedura di risanamento per persone fisiche fortemente indebitate (25.019). La Commissione propone alla propria Camera, salvo poche eccezioni, di aderire alle decisioni del Consiglio nazionale. A differenza di quest’ultimo, la Commissione ritiene in particolare che la durata della procedura di prelievo in caso di beni ricevuti a titolo straordinario dopo la conclusione della procedura del fallimento risanatorio non debba essere illimitata, pur giudicando troppo breve il termine di cinque anni proposto dal Consiglio federale. Per tale ragione, la Commissione ha approvato, con 9 voti contro 3, una proposta che chiede di estendere tale termine a 20 anni. Con 6 voti contro 5 e 2 astensioni, si è inoltre espressa a favore della gratuità delle spese processuali nella nuova procedura del fallimento risanatorio. Le proposte divergenti presentate alla propria Camera da diverse minoranze saranno discusse durante la prossima sessione primaverile.
Semplificazione della procedura di espulsione
La Commissione ritiene necessario intervenire nell’ambito della procedura di espulsione. Preso atto che il Consiglio federale non ha ancora presentato alcun progetto da porre in consultazione per l’adempimento di due mozioni del 2018 (18.3408) e 2021 (21.3009), la Commissione ha deciso, con 5 voti contro 5, 1 astensione, e il voto decisivo del suo presidente, di depositare un’iniziativa volta a semplificare la procedura di espulsione (26.405). L’iniziativa chiede che in futuro l’espulsione possa essere disposta da un’autorità più idonea (tramite decreto d’accusa o dall’autorità di migrazione). Parallelamente, la Commissione ha sospeso i lavori concernenti due oggetti analoghi della propria Commissione omologa (25.436 e 25.3428), dal tenore più restrittivo. Si è invece espressa all’unanimità contro l’iniziativa del Cantone di San Gallo (25.306), di più ampia portata, che chiede tra l’altro anche di eliminare la difesa obbligatoria nei casi di minore entità.
Altri oggetti
- La Commissione è stata informata dal capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia in merito al messaggio annunciato dal Consiglio federale concernente l’aiuto alle vittime dell’incendio di Crans-Montana e ha tenuto un primo scambio su diverse questioni in sospeso.
- Dopo la sessione invernale rimane un’ultima divergenza riguardo all’oggetto 25.027 «Codice penale (riforma della pena detentiva a vita). Modifica». Con 8 voti contro 4 la Commissione mantiene la sua decisione di stralciare la disposizione transitoria proposta dal Consiglio nazionale. La nuova disposizione sulla liberazione condizionale dovrebbe di conseguenza applicarsi anche alle persone che stanno già scontando una pena detentiva a vita. Una minoranza propone invece di seguire il Consiglio nazionale e di applicare la nuova disposizione solo ai futuri condannati.
- Con 10 voti contro 0 e 1 astensione, la Commissione ha adottato un avamprogetto in adempimento dell’iniziativa parlamentare Zopfi 21.464, che prevede la modifica dell’articolo 276 CP (Provocazione ed incitamento alla violazione degli obblighi militari). Rinunciando in futuro a punire la mera istigazione in pubblico alla disobbedienza, il progetto mira a mitigare la limitazione della libertà di espressione che deriva da tale disposizione. Il progetto non intende tuttavia limitare la punibilità. Prima di avviare la procedura di consultazione, la Commissione inviterà la CPS-S a presentare un corapporto.
Presieduta dal consigliere agli Stati Andrea Caroni (RL/AR), la Commissione si è riunita a Berna il 19 febbraio 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Beat Jans.