Nell’ambito dell’appianamento delle divergenze per quanto riguarda il finanziamento della 13esima mensilità AVS (24.073, disegni 2 e 3) la Commissione ha approvato, con 8 voti contro 4 e 1 astensione, un nuovo compromesso. Pur condividendo la volontà del Consiglio nazionale di garantire un finanziamento rapido, la Commissione ritiene che un aumento temporaneo dell’IVA non offra alcuna prospettiva a lungo termine e posticiperebbe il bisogno di finanziamento. Secondo la Commissione, solo una soluzione mista basata su un aumento dell’IVA e dei contributi salariali garantirebbe un finanziamento equilibrato e solidale. Constata tuttavia che, grazie ai risultati positivi del fondo di compensazione AVS durante gli ultimi due esercizi, i parametri considerati dal Consiglio degli Stati nell’ambito del proprio modello di finanziamento possono essere rivisti al ribasso. La nuova proposta prevede un aumento dei contributi salariali di 0,3 punti percentuali e dell’IVA di 0,4 punti percentuali (anziché 0,4 e 0,5 punti percentuali, come deciso dal Consiglio degli Stati). Considerata l’evoluzione della congiuntura, la Commissione rinuncia inoltre alla riduzione simultanea dei contributi all’assicurazione contro la disoccupazione.
Mossa dalla volontà di trovare un compromesso e di proporre una soluzione più semplice e chiara, la Commissione rinuncia inoltre a disciplinare il finanziamento di un’eventuale soppressione o di un aumento del limite massimo delle rendite dei coniugi nell’ambito del finanziamento della 13esima mensilità AVS. La Commissione propone pertanto di suddividere il disegno 3 (modifica della Costituzione), stralciando la seconda fase di aumento dell’IVA, inizialmente decisa dal Consiglio degli Stati, per inserirla in un disegno separato. Intende trattare questo aspetto nel quadro della riforma delle rendite per superstiti (24.078) che il Consiglio nazionale ha trasformato in un controprogetto indiretto all’iniziativa del Centro. La Commissione continuerà la deliberazione su questo disegno di vasta portata nel prossimo trimestre. Fa inoltre un passo verso il Consiglio nazionale per quanto riguarda le riserve del fondo di compensazione AVS, proponendo di mantenere nella legge il principio secondo cui il livello del fondo non deve scendere al di sotto del 100 per cento delle uscite annuali. Il Consiglio degli Stati aveva deciso di abbassare tale valore di riferimento all’80 per cento. La CSSS-S conferma invece la decisione del Consiglio degli Stati concernente l’introduzione di un meccanismo di intervento: se il fondo dovesse scendere stabilmente al di sotto della soglia critica del 100 per cento delle uscite, il Consiglio federale dovrebbe tempestivamente sottoporre al Parlamento misure volte a stabilizzare il livello del fondo. Se quest’ultimo dovesse poi scendere al di sotto dell’80 per cento, il Consiglio federale attuerebbe automaticamente un ulteriore aumento dei contributi salariali, fino a 0,3 punti percentuali.
Una minoranza della Commissione intende finanziare la 13esima mensilità AVS unicamente mediante un aumento dell’IVA di 0,7 punti percentuali limitato nel tempo, proprio come il Consiglio nazionale. Propone tuttavia di limitare tale aumento fino alla fine del 2033, a differenza del Consiglio nazionale che aveva deciso di limitarlo fino alla fine del 2030.
Con 12 voti contro 0 e 1 astensione, la Commissione propone di seguire il Consiglio nazionale e di unire il disegno 2 e il disegno 3 affinché la modifica LAVS che prevede l’aumento dei contributi (disegno 2) entri in vigore soltanto se l’aumento dell’IVA (modifica della Costituzione, disegno 3) è accettato nella votazione popolare.
I disegni relativi al finanziamento della 13esima mensilità AVS saranno trattati dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile.
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La CSSS-S ha trattato per la prima volta l’attuazione dell’Iv. Ct. GE «Affinché i Cantoni siano liberi di istituire un congedo parentale» (24.301) e dell’Iv. Ct. JU «Congedo parentale. Verso una soluzione nazionale» (24.310), confrontandosi con alcuni rappresentanti della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Prima di trattare nuovamente il tema, la Commissione ha deciso all’unanimità di attendere che l’Iniziativa per un congedo familiare venga depositata.
In questo contesto la Commissione propone, con 7 voti contro 5, di non dare seguito all’Iv. Ct. NE «Introduzione di un congedo parentale federale» (25.300) per motivi formali, sottolineando che sta già lavorando all’attuazione delle due iniziative cantonali sopracitate, le quali perseguono lo stesso scopo, e che una terza iniziativa sarebbe dunque superflua.
Presieduta dal consigliere agli Stati Hannes Germann (UDC, SH), la Commissione si è riunita a Berna il 19 febbraio 2026. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.