L’organizzazione dell’Amministrazione federale rientra nelle competenze del Consiglio federale in cui il Parlamento non deve interferire. Già solo per questo motivo la CPS-S respinge la mozione. Essa ritiene d’altro canto che l’impiego dei civilisti possa avere notevoli implicazioni sul mercato del lavoro e che sia pertanto opportuno mantenere questa competenza nel DEFR.
La Commissione propone inoltre all’unanimità di respingere la mozione 17.3007 («Anche chi presta servizio civile deve essere riconoscibile al pubblico») che chiede di introdurre l’obbligo per i civilisti di indossare un’uniforme, mozione presentata dalla sua omologa del Consiglio nazionale. Vista la varietà dei luoghi d’impiego e le relative disposizioni in materia di vestiario molto divergenti le une dalle altre (p. es. per ragioni d’igiene) essa considera che questo obbligo non sia attuabile in maniera uniforme. I costi connessi a un simile obbligo non apporterebbero inoltre alcun valore aggiunto. La prassi attuale è peraltro soddisfacente e non necessita quindi di modifiche.
La CPS-S ha parimenti esaminato la mozione 17.3006 («Modifica della legge sul servizio civile) e l’iniziativa cantonale 13.308 («Aprire il servizio civile alle donne su base volontaria»). Prenderà una decisione in merito a questi due oggetti in una prossima seduta.
Corpo delle guardie di confine
Con 8 voti contro 0 e 4 astensioni la Commissione propone al suo Consiglio di accogliere la mozione 17.3188 («Il corpo guardie di confine svolga il proprio mandato legislativo e non si occupi di mansioni logistiche in ambito migratorio») in cui si chiede in particolare che il Consiglio federale adotti le misure necessarie affinché il Cgcf possa concentrarsi sui suoi compiti principali, vale a dire sul controllo dei confini e sulla registrazione dei migranti, evitando di svolgere compiti inerenti alla logistica. La CPS-S ritiene in gran parte già adempiuta questa richiesta. Dove possibile, i compiti che possono essere espletati da terzi saranno delegati a fornitori di servizi esterni. Come il Consiglio federale, essa sostiene per questo motivo la mozione, che sarà trattata dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale.
Precedentemente, la Commissione ha sentito rappresentanti dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD) e del Cgcf in merito alla situazione al confine e alle ripercussioni del programma DaziT dell’AFD.
Il rapporto sulla politica di sicurezza dev’essere ancora allestito dal Consiglio federale
La Commissione propone all’unanimità di respingere la mozione 17.3621 («Rapporto sulla politica di sicurezza») della sua omologa. Questa mozione chiede che in futuro il rapporto sulla politica di sicurezza sia pubblicato a intervalli più brevi e non sia più allestito dal Consiglio federale bensì dal DDPS. La CPS-S si schiera chiaramente contro la seconda proposta poiché viola in modo scioccante il principio di collegialità su cui si fonda il lavoro del Consiglio federale. Non spetta al legislativo interferire nelle competenze dell’esecutivo con misure operative, come richiesto nella mozione.
Altri temi
La Commissione è stata inoltre informata dal capo del DDPS su temi attuali, in particolare sulle decisioni di principio del Consiglio federale inerenti all’acquisto di un nuovo velivolo da combattimento e sul seguito dei lavori.
In presenza di rappresentanti della SECO e del DFAE, la Commissione ha anche sentito una delegazione dell’industria svizzera della tecnica di difesa, la quale ha espresso le sue richieste nell’ambito dell’adeguamento dell’ordinanza sul materiale bellico e le sue preoccupazioni riguardanti la base tecnologica e industriale svizzera rilevante per la sicurezza e i posti di lavoro che risulterebbero minacciati. In occasione di una delle prossime riunioni, la Commissione sentirà altre cerchie e porterà avanti la discussione.
Presieduta dal consigliere agli Stati Isidor Baumann (PPD, UR), la Commissione si è riunita il 9 e 10 novembre 2017 a Berna. A parte della seduta erano presenti il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS, il consigliere federale Johann Schneider-Amman, capo del DEFR, e il cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr.