La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) propone all’unanimità di approvare la modifica della legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare (17.055), così come esposta dal Consiglio federale nel suo disegno. La Commissione si è opposta a una proposta di introdurre una scala di calcolo progressiva volta a sgravare i redditi più bassi.

​Per la Commissione la necessità di una modifica della legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare è incontestata. La modifica di legge è una conseguenza dei mutamenti avvenuti nell’ambito della legislazione militare e in materia di servizio civile sulla scia dell’ulteriore sviluppo dell’esercito e tiene conto delle richieste contenute in una mozione approvata dal Parlamento (14.3590). Il disegno governativo prevede segnatamente l’assoggettamento alla tassa dal 19° al 37° anno d’età (attualmente l’assoggettamento va dal 20° al 30° anno d’età). Le persone obbligate al servizio militare o civile che al momento del proscioglimento non hanno prestato la totalità dei giorni di servizio dovranno inoltre pagare una tassa d’esenzione finale.

Con 8 voti contro 3 la CPS-S ha respinto una proposta volta a introdurre una scala di calcolo progressiva per determinare l’ammontare della tassa d’esenzione. La maggioranza ha addotto la ragione che un simile sistema di calcolo avrebbe in particolare comportato notevoli minori entrate. Un tributo pari al 3 per cento del reddito soggetto alla tassa, così come proposto dal Consiglio federale, porrebbe meno ostacoli a livello pratico e sarebbe coerente con il principio generale della parità di trattamento in relazione all’obbligo militare. Con l’introduzione di una scala progressiva la minoranza intende invece sgravare le fasce economicamente meno abbienti. Essa ritiene che con il sistema attuale le persone con un reddito imponibile più elevato abbiano interesse a sottrarsi all’obbligo di servizio; agli occhi della minoranza un’aliquota progressiva avrebbe inoltre un carattere più sociale.

L’oggetto sarà trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione primaverile. Il Consiglio nazionale aveva già approvato la modifica nel corso dell’ultima sessione invernale.

Situazione dell’industria svizzera della tecnica di difesa

Lo scorso novembre la CPS-S ha sentito una delegazione di rappresentanti dell’industria svizzera della tecnica di difesa, preoccupata del fatto che la base della tecnologia e dell’industria della Svizzera rilevanti per la sicurezza sarebbe in pericolo, unitamente ai relativi posti di lavoro. I partecipanti all’incontro avevano allora espresso l’auspicio di una modifica dell’ordinanza sul materiale bellico. Al fine di valutare in modo più preciso la necessità di agire, nella seduta odierna la Commissione ha sentito altre parti, ossia rappresentanze di Swissmem e della RUAG, il capo del DEFR e del DDPS nonché una rappresentanza del DFAE. Sono state in particolare discusse la situazione economica generale nell’ambito dell’industria esportatrice di materiale bellico e il grado di raggiungimento degli obiettivi della mozione 13.3662 «Porre fine alla discriminazione dell'industria svizzera degli armamenti». L’industria ha dal canto suo rinnovato l’auspicio di adottare una prassi in materia di esportazioni comparabile a quella seguita dai nostri vicini europei. In questo frangente la CPS-S ha preso conoscenza del fatto che i dipartimenti interessati hanno mostrato comprensione per le preoccupazioni espresse dall’industria e che il dipartimento competente presenterà prossimamente al Consiglio federale una proposta di modifica dell’ordinanza in tal senso.
La Commissione ha inoltre trattato il rapporto sull’impiego di Swisscoy nel 2017 ed è stata informata su temi d’attualità, in particolare sull’impiego dell’esercito in occasione del WEF 2018, sul primo bilancio a due settimane dall’inizio della prima scuola reclute nel quadro dell’ulteriore sviluppo dell’esercito, sugli incontri del capo dell’esercito in Austria e con i capi di Stato maggiore generale della NATO nonché sulla verifica degli aerei F/A-18 Hornet, in seguito alla rottura di una cerniera di fissaggio riscontrata ieri su uno dei velivoli.

La Commissione si è riunita a Berna il 1° febbraio 2018 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Josef Dittli (PLR, UR). A parte della seduta hanno presenziato il consigliere federale Maurer, capo del DFF, il consigliere federale Parmelin, capo del DDPS nonché il consigliere federale Schneider-Ammann, capo del DFE.