La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S) ritiene che per il momento non sia necessario potenziare gli effettivi del Corpo delle guardie di confine (Cgfc), in quanto le misure adottate dal Cgfc gli consentono già di assolvere i propri compiti in modo adeguato. Se la situazione dovesse aggravarsi notevolmente, la Commissione propone di far capo temporaneamente alle unità della polizia militare.

​La Commissione propone con 9 voti contro 4 di non dare seguito a due iniziative (17.318 et 18.307), presentate rispettivamente dal Cantone dei Grigioni e dal Cantone del Vallese, che chiedono di aumentare gli effettivi del Corpo delle guardie di confine (Cgcf). La maggioranza non condivide quanto affermato nelle due iniziative e rileva che, secondo i diretti interessati, le misure adottate negli ultimi anni (l’aumento del numero di posti, la modernizzazione degli strumenti tecnici delle guardie di confine, l’adeguamento del piano di impiego, l’utilizzo di mezzi dell’esercito ecc.) consentono al Cgcf di assolvere i propri compiti in modo adeguato. Due minoranze propongono di dare seguito alle due iniziative cantonali.

Se la situazione dovesse deteriorarsi, in particolare sotto il profilo della politica migratoria, la maggioranza della Commissione è dell'avviso che si possa far capo a unità della polizia militare (con almeno 50 agenti): con 6 voti contro 5 e 2 astensioni ha infatti proposto di accogliere una mozione in tal senso del Gruppo UDC (17.3392). Tuttavia, propone che il testo della mozione venga modificato in modo tale da non limitare necessariamente questo sostegno al confine meridionale. Una minoranza propone di respingere la mozione. Prima di iniziare la seduta, la Commissione ha sentito una delegazione del Cantone del Vallese, i responsabili della direzione generale delle dogane e quelli del Cgcf.

Sicurezza delle informazioni e lotta contro i rischi cibernetici

La Commissione propone con 12 voti contro 1 di riaffermare la decisione del Consiglio degli Stati di entrare in materia sul disegno concernente la sicurezza delle informazioni (17.028). La CPS-S è convinta della necessità e dell’urgenza di tale legge, che è stata chiesta con insistenza da parte di organi parlamentari (CdG e DelCG) e costituisce una delle premesse essenziali per la realizzazione di una strategia di lotta contro i rischi cibernetici.

La Commissione propone con 10 voti contro 2 di respingere la mozione Grüter 17.3199, che chiede di raggruppare tutte le competenze in materia di ciberdifesa in un servizio presso l’esercito o il DDPS. Secondo la Commissione, una tale centralizzazione sarebbe problematica dal punto di vista istituzionale e sarebbe in contrasto con le decisioni già adottate dal Parlamento in questo ambito.

Infine, la Commissione ha sentito esponenti della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), dell’Associazione imprese svizzere di sicurezza (AISS) e dell’Associazione svizzera degli organizzatori di concerti, spettacoli e festival musicali (SMPA) in merito all’opportunità di regolamentare a livello federale il settore delle società di sicurezza, come richiesto nella mozione 17.4101 Rechsteiner. La Commissione si pronuncerà in merito in occasione della prossima seduta.

Gli oggetti summenzionati saranno trattati dal Consiglio degli Stati nella sessione autunnale.

Presieduta dal consigliere agli Stati Josef Dittli (PLR, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 13 e il 14 agosto 2018. A parte della seduta era presente il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS.

Ieri la Commissione ha comunicato le sue decisioni in merito all’attuazione della direttiva UE sulle armi (18.027) (cfr. comunicato stampa).