La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale non ritiene necessaria una verifica dell'intero sistema retributivo dei parlamentari. Tuttavia, un elemento del sistema va sicuramente corretto: ai parlamentari va versata un'indennità di pernottamento soltanto nel caso in cui non rientrino al loro domicilio e dunque sostengano effettivamente dei costi.

​Presa visione dello studio sulla retribuzione e il carico di lavoro dei membri dell'Assemblea federale commissionato dalla Delegazione amministrativa, la CIP del Consiglio nazionale concorda con la Commissione omologa del Consiglio degli Stati che non sia necessario ripensare il sistema di retribuzione dei parlamentari. Ha pertanto respinto, rispettivamente con 12 voti contro 11 e 1 astensione e con 16 voti contro 8, proposte di iniziative commissionali che perseguivano tale obiettivo. Lo studio ha confermato che i parlamentari hanno situazioni molto diverse tra loro e che sarebbe pertanto difficile trovare una soluzione che accontenti tutti. Nei suoi capisaldi, invece, il sistema in vigore si è dimostrato valido.

La Commissione non nega tuttavia la necessità di correggere il sistema in relazione alle indennità di pernottamento. Attualmente, i parlamentari ricevono l'indennità in questione quando sono impegnati in due giorni consecutivi di sedute dei Consigli o dei loro organi e la distanza tra il luogo delle sedute e il loro domicilio supera un minimo stabilito. Il miglioramento dei collegamenti consente tuttavia a un sempre maggior numero di parlamentari aventi diritto all'indennità di pernottamento di trascorrere la notte a casa propria. La CIP del Consiglio nazionale ritiene pertanto, come la propria omologa degli Stati, che in questo caso l'indennità di pernottamento non debba essere versata. Con 13 voti contro 10 e 1 astensione ha dunque aderito alla decisione della Commissione degli Stati di dare seguito all'iniziativa parlamentare 16.413 Nessuna indennità di pernottamento se il pernottamento non avviene fuori casa, depositata dal consigliere agli Stati Eder. Con 11 voti contro 11 e il voto decisivo del presidente ha altresì dato seguito a un'iniziativa parlamentare dallo scopo analogo depositata dalla consigliera nazionale Geissbühler (17.435 Rimborsi delle spese comprensibili per il contribuente).

Con 15 voti contro 8 la Commissione ha invece respinto un'altra iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Geissbühler (BE, V) tesa ad ottenere la riduzione a 200 franchi dell'indennità corrisposta ai parlamentari per la presentazione delle loro iniziative parlamentari in seno alle commissioni competenti (17.436). Attualmente essi ricevono un'indennità per l'intera giornata. Agli occhi della Commissione la riduzione proposta si tradurrebbe in uno svilimento del lavoro parlamentare poiché, a differenza dell'indennità di pernottamento, si tratta qui di una remunerazione del lavoro effettivamente svolto.

Audizione sul tema «deregolamentazione»

La Commissione ha infine interrogato diversi esperti sul tema della deregolamentazione. Si è trattato di raccogliere le opinioni di esponenti del mondo scientifico (Wolf Linder, professore emerito all'Università di Berna, Alexandre Flückiger, professore all'Università di Ginevra e Tobias Schlegel, economista) nonché informazioni sulle esperienze di varie istituzioni ascoltando, a tal fine, una rappresentante del Cantone di Zurigo, un rappresentante della SECO e il direttore del consiglio nazionale per il controllo normativo in Germania.

Presieduta dal consigliere nazionale Heinz Brand (GR, V), la Commissione si è riunita a Berna il 17 e 18 agosto 2017.