Il progetto di legge della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N), in risposta a un’iniziativa parlamentare depositata dal ex consigliere nazionale Angelo Barrile (S, ZH) [19.464 n Eliminare e impedire le discriminazioni degli svizzeri nell'ambito del ricongiungimento familiare], sancisce il diritto dei cittadini svizzeri a godere dello stesso trattamento a livello giuridico delle persone che possono richiamare in Svizzera membri della loro famiglia originari di Paesi terzi, grazie alle disposizioni dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone o della Convenzione che istituisce l’AELS. In seguito a tale modifica gli Svizzeri e i loro congiunti potrebbero, ad esempio, far venire in Svizzera i loro parenti provenienti da Stati terzi.
Nel complesso questo progetto era stato accolto in modo favorevole in occasione della consultazione esterna. Dopo aver proceduto ai chiarimenti proposti dal Consiglio federale nel suo parere, la Commissione ritiene che il progetto sia ora maturo per essere discusso in seno al proprio Consiglio. Con 12 voti contro 12 e il voto determinante della presidente, la Commissione ha deciso di trasmetterlo alla propria Camera senza modifiche.
Una minoranza mantiene la propria posizione di non entrata in materia sul progetto, il quale avrà inevitabilmente conseguenze in termini di un aumento della migrazione verso la Svizzera.
Verso una soluzione di compromesso per il progetto sulla protezione degli stranieri contro la violenza domestica
In occasione della discussione del progetto 21.504 (Garantire la prassi dei casi di rigore secondo l'articolo 50 LStrI in caso di violenza nel matrimonio), elaborato in base a un’iniziativa parlamentare della CIP-N, il Consiglio degli Stati aveva introdotto nella sessione primaverile due divergenze rispetto al Consiglio nazionale. Queste divergenze riguardano, da un lato, l’importanza da accordare alla presa a carico delle vittime da parte di un servizio specializzato contro la violenza domestica (art. 50 cpv. 2 lett. a n. 2 LStrI) e, dall’altro, l’eventuale considerazione dei criteri d’integrazione durante i primi tre anni dopo la proroga del permesso di dimora (art. 50 cpv. 2bis LStrI).
La CIP-N propone di avvicinarsi alle decisioni del Consiglio degli Stati. Ha pertanto adottato, con 16 voti contro 9, una soluzione di compromesso riguardante l’intervento dei servizi specializzati contro la violenza domestica. In merito alla considerazione dei criteri d’integrazione propone, con 16 voti contro 8 e 1 astensione, di allinearsi a quanto deciso dal Consiglio degli Stati.
Carte prepagate invece dei contanti per i richiedenti l’asilo
Con 14 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha adottato un postulato (24.3478) che chiede al Consiglio federale di presentare un rapporto in cui illustra come possono essere sostenuti i Cantoni nell’introduzione di carte prepagate per i richiedenti l’asilo e le persone ammesse provvisoriamente. Essa ritiene infatti che una simile misura, già applicata in altri Paesi e all’esame in alcuni Cantoni, sarebbe in grado di ridurre l’attrattività della Svizzera quale Paese di destinazione per richiedenti l’asilo. Secondo la Commissione è inammissibile che il denaro versato ai richiedenti nell’ambito dell’aiuto sociale venga inviato all’estero.
Una minoranza ritiene invece che l’aiuto sociale, inclusa la forma in cui viene elargito, sia di competenza dei Cantoni. Sottolinea inoltre che l’aiuto sociale è fornito principalmente in natura e gli importi versati in contanti sono di conseguenza molto esigui e difficilmente possono dare luogo ad abusi.
Verso un inasprimento in materia di espulsione degli stranieri criminali
Con 16 voti contro 9, la Commissione propone di non dare seguito a un’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Thomas Bläsi (V, GE) volta a vietare l’applicazione della clausola dei casi di rigore in materia di espulsione degli stranieri criminali da parte dei ministeri pubblici nelle procedure con decreto d’accusa (23.441 Espulsione delle persone che commettono reati. Nel rispetto dello spirito della legge e della volontà del Popolo il giudice deve essere il solo a poter invocare un caso di rigore). Essa desidera attendere il progetto del Consiglio federale che attua le mozioni Müller Philipp 18.3408 e CIP-N 21.3009 e l’iniziativa parlamentare Brand 17.438, per le quali l’apertura della consultazione esterna è stata annunciata entro la fine dell’anno. Una minoranza propone di dare seguito all’iniziativa.
Su questo stesso tema la Commissione ha per contro dato seguito a un’iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Jean-Luc Addor (V, VS), secondo la quale nel giudicare un crimine violento i legami dell’autore con il suo Paese d’origine non devono essere considerati per valutare se l’autore dev’essere espulso o no (23.443 Espulsione degli stranieri che commettono reati. Per una ponderazione degli interessi conforme al buon senso). La Commissione ritiene che la clausola dei casi di rigore sia applicata in modo troppo generoso dai giudici, in particolare quando si tratta di infrazioni gravi per le quali l’interesse pubblico alla pronuncia dell’espulsione risulta molto grande. Di conseguenza quello che doveva essere l’eccezione è divenuto la norma; questa tendenza dev’essere invertita.
La Commissione giudica prematuro un disciplinamento delle decisioni automatizzate basate sull'IA
Con 15 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione propone di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 23.438 del Gruppo dei Verdi («Adeguare la legislazione in materia di protezione dei dati prevedendo un disciplinamento per le decisioni parzialmente automatizzate basate sull’intelligenza artificiale»). La Commissione è consapevole delle sfide in materia di protezione dei diritti individuali che pongono lo sviluppo molto rapido dell’intelligenza artificiale (IA) come pure la problematica del pregiudizio dell’automazione (automation bias). Essa giudica tuttavia prematuro modificare la nuova legge sulla protezione dei dati, entrata in vigore il 1° settembre 2023, visto che il Consiglio federale sta preparando un rapporto per la fine del corrente anno su questo tema e un atto legislativo a livello di Unione europea è ancora in fase di adozione (AI Act). La Commissione non ha dubbi che questa tematica ritornerà in primo piano nei prossimi anni e la situazione sarà a quel momento più favorevole per prendere una decisione ragionata.
Una minoranza della Commissione ritiene che l’attuale tutela degli individui nei confronti delle decisioni automatizzate basate sull’IA non sia sufficiente e costituisca una priorità; propone pertanto di dare seguito all’iniziativa parlamentare.
Integrità digitale: adozione di un postulato
Nell’ambito della trattazione dell’iniziativa parlamentare 22.479 Bendahan («Introdurre nella Costituzione federale il diritto all'integrità digitale»), la CIP-N aveva condotto delle audizioni e proposto infine alla sua Camera di non darvi seguito (comunicato stampa della CIP-N del 10.11.23). Aveva tuttavia fatto notare che la protezione degli individui in materia digitale presenta lacune e occorre quindi esaminare innanzitutto l’opportunità di modificare le basi legali pertinenti. Volendo dare seguito a queste osservazioni, la Commissione ha adottato, con 13 voti contro 10, il postulato 24.3479 «Tutela dei diritti in ambito digitale».
Presieduta dalla consigliera nazionale Greta Gysin (G, TI), la Commissione si è riunita a Berna il 16 e il 17 maggio 2024.