La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio degli Stati ha dato seguito a due iniziative cantonali ticinesi che vogliono introdurre la possibilità di richiedere sistematicamente l’estratto del casellario giudiziario ai cittadini UE che chiedono il rilascio di un permesso di dimora in Svizzera.

Con due iniziative il Gran Consiglio del Cantone Ticino chiede all’Assemblea federale di «provvedere affinché le informazioni sui precedenti penali di cittadini di Stati dell’Unione Europea che chiedono di trasferirsi in Svizzera possano tornare ad essere chieste sistematicamente, d’ufficio, ai Paesi d’origine o a Stati terzi, senza bisogno di fornire alcuna particolare motivazione.» (15.320/15.321 Iv. Ct. TI. Possibilità di richiedere sistematicamente la fedina penale ai cittadini dell’Unione europea che chiedono il rilascio di un permesso di dimora).

La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio degli Stati ha dato seguito a entrambe le iniziative con 5 voti contro 5 e 1 astensione e voto decisivo del presidente.Le iniziative dovranno essere attuate se anche l’omologa Commissione del Consiglio nazionale darà loro seguito.

Vari reati penali gravi commessi nel Cantone Ticino hanno mostrato che il rilascio di permessi di dimora senza una verifica del casellario giudiziale del richiedente costituisce una minaccia per la sicurezza pubblica. La Commissione è pienamente consapevole che, alla luce dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) concluso con l’UE, potrebbe risultare problematico richiedere in modo sistematico gli estratti del casellario giudiziario. Tuttavia, ritiene che occorra verificare se sia possibile giungere con l’UE a un intesa in materia mediante negoziati oppure se sia possibile un’iniziativa autonoma da parte della Svizzera o di singoli Cantoni su questo punto che, nel complesso dell’ALC, riveste un’importanza piuttosto secondaria. La minoranza della Commissione respinge invece le iniziative perché da un lato portano a una chiara violazione dell’ALC, il che nuocerebbe inutilmente alle relazioni con l’Italia e con l’UE e, dall’altro, la richiesta sistematica di estratti del casellario giudiziario provocherebbe un onere considerevole, senza tuttavia avere l’effetto sperato.

Nell’appianamento delle divergenze in merito al progetto 13.030 (Legge sugli stranieri. Modifica. Integrazione), la Commissione ha ampiamente aderito alle decisioni prese dal Consiglio nazionale durante la sessione autunnale 2016. Oggetto di discussione è stata in particolare la modifica apportata dal Consiglio nazionale, che prevede la possibilità di revocare il permesso di dimora se lo straniero non soddisfa i criteri legali d’integrazione.La richiesta di stralciare questa disposizione è stata respinta con 9 voti contro 3. La Commissione ha invece respinto con 10 voti contro 2 e 1 astensione il divieto di lavoro deciso dal Consiglio nazionale per le persone ammesse provvisoriamente, per le quali non è possibile l’esecuzione dell’allontanamento deciso non per loro colpa.

Durante la conferenza stampa del 7 novembre 2016 sono stati resi noto i risultati dell’esame preliminare dell’oggetto 16.027 (Legge federale sugli stranieri. Regolazione dell’immigrazione e miglioramenti nell’esecuzione degli accordi sulla libera circolazione).

Presieduta dal consigliere agli Stati Peter Föhn (V, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 7 e 8 novembre 2016.