La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-CS) intende attenersi al proprio progetto concernente l’accesso dei lobbisti nel Palazzo del Parlamento. Durante la sessione estiva il Consiglio nazionale aveva invece deciso di non entrare in materia.

​La Commissione ha preso atto che il 18 giugno 2019, con 103 voti contro 72, il Consiglio nazione non è entrato in materia sul progetto che mirava essenzialmente a imporre maggiori obblighi di trasparenza nei confronti dei lobbisti all’interno del Palazzo del Parlamento (15.438 s Iv. Pa. Berberat. Per una normativa volta a instaurare la trasparenza in materia di lobbismo nel Parlamento federale). Il progetto, elaborato dalla CIP-CS, era stato accolto dal Consiglio degli Stati l’11 dicembre 2018 con 25 voti contro 10 nel quadro della prima deliberazione. La CIP-CS ha ora deciso, con 6 voti contro 4, di mantenere questa posizione. L’estensione degli obblighi in materia di trasparenza nei confronti dei lobbisti, come richiesto con il progetto, risponde all’esigenza di maggiore trasparenza espressa a più riprese dall’opinione pubblica.

Secondo la minoranza della Commissione il progetto non è in grado di raccogliere la maggioranza in Consiglio nazionale e non dovrebbe pertanto essere portato avanti.

Ex membri del Consiglio federale: nessun termine d’attesa per l’assunzione di mandati retribuiti

Con 8 voti contro 2, la Commissione continua a opporsi alla richiesta avanzata dalla sua omologa del Consiglio nazionale di prevedere un periodo di attesa per gli ex consiglieri federali, qualora desiderino assumere mandati retribuiti che hanno una relazione con le loro precedenti attività in qualità di membri dell’Esecutivo federale (18.463 n Iv. Pa. Ex membri del Consiglio federale. Termine d’attesa). La Commissione si era espressa contro l’iniziativa già il 12 febbraio 2019. Dopo che la CIP-CS ha sottoposto la questione al Consiglio nazionale, che l’ha approvata il 3 giugno 2019 con 109 voti contro 58, l’iniziativa è tornata sul tavolo della CIP-CS. Quest’ultima propone ora alla sua Camera di non dare seguito all'iniziativa. Secondo la Commissione non è necessaria una regolamentazione, tanto più che lo stesso Consiglio federale si è già dotato di principi in questo ambito in un promemoria. Inoltre è senza dubbio auspicabile che gli ex membri più giovani del Consiglio federale tornino a esercitare un’attività lucrativa e quindi a non gravare sulle casse federali.

Riesaminato il tema delle indennità di pernottamento

Con 6 voti contro 3 e una astensione la Commissione si è espressa a favore di un’iniziativa parlamentare della sua omologa del Consiglio nazionale che vuole introdurre una nuova regolamentazione per le indennità di pernottamento dei deputati federali secondo cui verrebbero indennizzati solo i pernottamenti esterni effettivi (19.431 n Iv. Pa. CIP-CN. Rimborso delle spese soltanto in caso di pernottamento effettivo). La Commissione è consapevole che un suo progetto su questo tema (16.413 s Iv. Pa Eder) è stato respinto dal Consiglio degli Stati l’11 dicembre 2018. Nonostante questo, continua a pensare che l’opinione pubblica consideri inaccettabile il fatto che i parlamentari siano indennizzati anche se non hanno dovuto sostenere dei costi.

La minoranza non ritiene ragionevole ritornare sull’argomento dopo che il Consiglio degli Stati si è appena pronunciato contro di esso.

Campagne per le votazioni: diritto di espressione dei Cantoni

Secondo un’iniziativa parlamentare depositata dal consigliere agli Stati Comte (NE) (19.419 s Iv. Pa. Comte. Campagne per le votazioni. Precisare nella legge il diritto di espressione dei Cantoni) la legislazione federale deve essere modificata in modo da precisare il diritto di espressione dei Cantoni in occasione delle campagne per le votazioni federali. Nella sua prossima seduta la CIP-CS sentirà a questo proposito la Conferenza dei Governi cantonali (CdC) e deciderà se dare seguito a questa iniziativa parlamentare.

Non cambiare la procedura concernente le iniziative cantonali

La Commissione ritiene che non sia necessario intervenire sulla procedura concernente le iniziative cantonali: secondo il diritto vigente, le commissioni possono già presentare una mozione se ritengono che un’iniziativa cantonale debba essere attuata dal Consiglio federale e non dal Parlamento. Con 4 voti contro 2 e 5 astensioni, la CIP-CS si è pertanto pronunciata contro un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Comte (NE) (19.420 s Iv. Pa. Diritto d’iniziativa dei Cantoni. Migliorare la procedura).

Presieduta dalla consigliera agli Stati Pascale Bruderer Wyss (S/AG), la Commissione si è riunita a Berna il 4 luglio 2019.