Le iniziative dei Cantoni di Zugo, Basilea Campagna e Lucerna (19.311, 20.313 e 20.323) chiedono una modifica della legge sulle indennità di perdita di guadagno e della corrispondente ordinanza. La Commissione ha approvato le iniziative con 11 voti contro 1 e un’astensione. Secondo il diritto vigente in caso di maternità il diritto all’indennità si estingue il giorno in cui la madre riprende l’attività lucrativa, indipendentemente dal grado di occupazione. Anche il mandato parlamentare è considerato un’attività lucrativa. Ne consegue che una parlamentare perde il diritto all’indennità di maternità anche per la sua attività professionale principale se durante il congedo maternità partecipa – anche solo sporadicamente – alle sedute del Parlamento. La Commissione ritiene che le disposizioni di diritto sociale non debbano impedire alle deputate elette dal Popolo di esercitare il loro mandato di rappresentanti del Popolo. La situazione odierna è insoddisfacente non soltanto per le donne interessate ma anche per l’istituzione del Parlamento e per gli elettori.
No alla partecipazione virtuale alle votazioni nell’Assemblea federale
Con 7 voti contro 6 la CIP-S si è espressa di misura contro l’iniziativa parlamentare (20.475) con cui la sua omologa chiedeva di dare ai parlamentari assenti a causa della pandemia di COVID-19 la possibilità di votare da casa. Questo no impedisce di fatto alla CIP-N di elaborare i presupposti giuridici per una partecipazione virtuale al voto. La maggioranza della Commissione nutriva fondamentalmente timori a livello di politica statale. Il processo parlamentare non si limita alle votazioni, ma comprende anche i dibattiti precedenti e gli scambi tra i deputati per i quali è necessaria la presenza fisica.
Modifica della procedura di appianamento delle divergenze per le mozioni
Nell’ambito dell’attuazione di un’iniziativa parlamentare (18.458 s Iv. Pa. Rieder. Procedura di appianamento delle divergenze per le mozioni), con 12 voti e un’astensione la CIP-S ha adottato un progetto che prevede di modificare la legge sul Parlamento per dare alla Camera prioritaria la possibilità, allo stadio dell’appianamento delle divergenze, di confermare la propria decisione di accogliere una mozione nella sua versione iniziale. Attualmente quando una mozione è stata accolta dalla Camera prioritaria e in seguito modificata dalla seconda Camera, le uniche opzioni di cui dispone la prima sono di accogliere questa modifica in seconda lettura o di respingere definitivamente la mozione nella sua totalità; non può invece decidere di mantenere il testo iniziale della mozione. Secondo la Commissione, occorre accordare questa possibilità supplementare alla Camera prioritaria, affinché quest’ultima disponga di una scelta diversa da quella del «tutto o niente». Se da un lato questo introdurrà, in alcuni casi, un’ulteriore fase nella procedura di appianamento delle divergenze, dall’altro l’aumento del tempo necessario per trattare le mozioni non è eccessivo.
La Commissione ha rinunciato a porre il progetto in consultazione esterna dato che riguarda una procedura interna al Parlamento e non ha ripercussioni su terzi. Il progetto sarà sottoposto al Consiglio federale per parere prima di essere esaminato dal Consiglio degli Stati, probabilmente nella sessione primaverile 2021.
Il progetto definitivo della Commissione è pubblicato.
Adottata senza voti contrari la legge sul trattamento di dati personali da parte del DFAE
La Commissione propone all’unanimità alla propria Camera di approvare il disegno di legge federale sul trattamento di dati personali da parte del DFAE (20.005). Questa revisione totale della legge vigente, già approvata dal Consiglio nazionale durante la sessione autunnale, mira a fornire al Dipartimento federale degli affari esteri le basi legali necessarie per trattare i dati degli Svizzeri all’estero, nella misura in cui tale trattamento sia indispensabile per lo svolgimento dei compiti del Dipartimento, in particolare per fornire prestazioni di assistenza all’estero.
La Commissione mantiene il suo progetto: il ricongiungimento familiare delle persone bisognose di protezione dev’essere adeguato
Dopo che il Consiglio nazionale nella sessione autunnale aveva deciso di non entrare in materia sul progetto 16.403 Iv. Pa. Parità di trattamento in materia di ricongiungimento familiare per le persone bisognose di protezione e le persone ammesse provvisoriamente, la Commissione ha dovuto nuovamente esprimersi in merito. Essa rimane dell’avviso che il ricongiungimento familiare per le persone bisognose di protezione debba essere armonizzato con quello delle persone ammesse provvisoriamente e con 9 voti contro 4 mantiene la sua decisione del 18 febbraio 2020. Una minoranza propone di non entrare in materia sul progetto poiché non ritiene opportuno un adeguamento di questo statuto.
Indennizzi per le relazioni presentate dalle Commissioni alle Camere
Con 4 voti contro 3 e 4 astensioni la Commissione si è espressa contro l’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Thomas Minder (19.499 s Iv. Pa. Minder. Indennizzi equi per le relazioni presentate da commissioni) che, per le relazioni delle Commissioni, chiedeva un’indennità commisurata al volume di lavoro cagionato. La Commissione è consapevole che l’onere per la presentazione delle relazioni alla Camera non è omogeneo. Ritiene tuttavia che il versamento di un importo forfettario fisso sia la soluzione migliore, in quanto il carico di lavoro si bilancia sul lungo periodo. La definizione di criteri porterebbe ancora una volta a una soluzione insoddisfacente.
Snellire il programma di legislatura
Dall’introduzione della procedura riguardante il programma di legislatura sono state espresse molte critiche. Diversi tentativi di semplificare questa procedura sono finora falliti. L’iniziativa presentata dal consigliere agli Stati Damian Müller (20.446 s Iv. Pa. Müller Damian. Cura fitness per il Parlamento. Snellire il programma di legislatura) offre nuovamente lo spunto per semplificare la procedura e quindi risparmiare tempo e denaro. La Commissione dà seguito alla corrispondente iniziativa parlamentare con 10 voti contro 3.
Disparità di trattamento tra cittadini svizzeri e cittadini dell’UE/AELS in materia di ricongiungimento familiare: un intervento del legislatore non è necessario
Con 7 voti conto 5 e un’astensione, la Commissione si è rifiutata di allinearsi alla decisione della sua omologa del Consiglio nazionale di dare seguito a un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Angelo Barrile, volta a porre fine alla disparità di trattamento tra i cittadini svizzeri e i cittadini degli Stati membri dell’UE/AELS in materia di ricongiungimento familiare (19.464 n Iv. Pa. Barrile. Eliminare e impedire le discriminazioni degli svizzeri nell’ambito del ricongiungimento familiare). La Commissione ritiene che il legislatore abbia già espresso la sua volontà di mantenere la regolamentazione esistente in quest’ambito e che non vi sia motivo di ritornare su questa decisione.
Presieduta dai consiglieri agli Stati Andrea Caroni (AR) e Mathias Zopfi (GL), la Commissione si è riunita a Berna il 9 novembre 2020.