La Commissione sostiene le proposte intese a consentire alle Camere di riunirsi in modo flessibile in situazioni di crisi, come pure la possibilità di organizzare sedute virtuali in situazioni di emergenza o di stabilire una connessione online tra i deputati. A differenza del Consiglio nazionale, la CIP-S è favorevole, con 7 voti contro 3 e 2 astensioni, anche all’organizzazione in modalità digitale delle elezioni dell’Assemblea federale plenaria, a condizione che siano adempiuti i requisiti tecnici atti a preservare la segretezza dello scrutinio.
Inoltre, sono stati approvati adeguamenti nell’ambito degli strumenti parlamentari affinché questi ultimi possano essere impiegati rapidamente in tempo di crisi. Ad esempio, le mozioni di commissione, che hanno lo scopo di incidere sulle «ordinanze di necessità» emanate dal Consiglio federale, devono essere inserite rapidamente nell’ordine del giorno e, se approvate, attuate con celerità dal Consiglio federale. La mozione di commissione è lo strumento appropriato per poter agire in situazioni di crisi, perché può essere utilizzata per prendere decisioni in tempi rapidi in entrambe le Camere evitando di dover dichiarare urgenti le mozioni dei singoli deputati. Con 5 voti contro 5, 2 astensioni e il voto decisivo del presidente, la CIP-S si è quindi espressa contro una proposta in tal senso che avrebbe attuato l’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere agli Stati Thomas Minder (21.492). Una minoranza della Commissione avrebbe voluto adottarla anche per rafforzare il diritto dei singoli deputati di presentare mozioni.
È stato altresì approvato lo strumento della consultazione obbligatoria delle commissioni competenti su progetti di «ordinanze di necessità», che consentirà un migliore coinvolgimento del Parlamento in situazioni di crisi. Al pari del Consiglio nazionale la Commissione ha invece respinto, con 8 voti contro 1 e 2 astensioni, l’introduzione di una norma generale astratta per il controllo delle «ordinanze di necessità» emanate dal Consiglio federale. A suo parere, tale controllo deve continuare a essere di competenza del Parlamento: secondo il diritto vigente, il Consiglio federale deve sottoporre al Parlamento, entro sei mesi dall’entrata in vigore dell’ordinanza, un progetto per la trasposizione del diritto di necessità nel diritto ordinario.
Contrariamente al Consiglio nazionale, la Commissione ritiene che non sia necessario istituire un nuovo organo incaricato della direzione suprema dell’amministrazione parlamentare. Durante la crisi, la struttura agile della direzione parlamentare ha dato risultati soddisfacenti. Essa è stata infatti in grado di decidere in modo rapido, senza che fosse necessario coordinare troppi organi. Con 8 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione si è pronunciata invece a favore dell’istituzione di un ufficio di revisione che sia direttamente sottoposto alla Delegazione amministrativa. Con 9 voti contro 0 e 1 astensione, la proposta del Consiglio nazionale di modificare l’ordinanza sull’amministrazione parlamentare in modo che i segretari delle commissioni vengano nominati da un organo parlamentare (Delegazione amministrativa) non ha raccolto il consenso di alcuna maggioranza.
Con 6 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione si è inoltre espressa a favore di una modifica del regolamento del Consiglio degli Stati secondo cui l’istituzione di sottocommissioni non richiederà più il consenso dell’Ufficio.
Nella votazione sul complesso la Commissione ha approvato, con 9 voti contro 0 e 1 astensione, la versione definitiva del progetto di modifica della legge sul Parlamento, che verrà trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione autunnale.
Presieduta dal consigliere agli Stati Mathias Zopfi (GL, G), la Commissione si è riunita a Berna il 22 agosto 2022.