La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ritiene che l’amministrazione del Rütli da parte della Società svizzera di utilità pubblica sia una soluzione dimostratasi valida. A larga maggioranza si oppone a una mozione che chiede di affidarne l’amministrazione alla Confederazione.

La mozione del consigliere nazionale Aeschi (23.3974), adottata dal Consiglio nazionale, chiede di trasferire l’amministrazione del Rütli dalla Società svizzera di utilità pubblica (SSUP) alla Confederazione. Dopo essersi espressa in una prima votazione a favore di una versione modificata della mozione, la Commissione ha infine deciso con 9 voti contro 3 di respingere anche il testo emendato, che prevedeva di trasferire alla Confederazione soltanto il compito di organizzare la festa nazionale sul Rütli.

Nell’audizione di rappresentanti della SSUP e del Cantone di Uri è emerso che la collaborazione tra la SSUP, i Cantoni limitrofi e la Confederazione ha funzionato bene anche in momenti difficili. La Commissione ha preso atto con soddisfazione che la SSUP sta valutando la possibilità di ampliare la base della Delegazione del Rütli, responsabile della festa nazionale.

Il Rütli è stato ceduto mediante atti di donazione alla Confederazione Svizzera come bene nazionale inalienabile nel 1860 e 1917, con una clausola che prevedeva di affidarne l’amministrazione alla SSUP. È quindi necessario rispettare la volontà del donatore. La Commissione non vuole inoltre che la Confederazione organizzi una festa nazionale centralizzata che possa mettere in ombra le celebrazioni locali. Il 1° agosto è festeggiato nei Comuni. Il Rütli deve rimanere un simbolo semplice della storia svizzera senza che se ne esageri la portata politicizzandolo a livello nazionale.

Modificare lo statuto di protezio​ne S?

La Commissione si è occupata di varie questioni relative allo statuto S di cui beneficiano i rifugiati provenienti dall’Ucraina.

Con 6 voti contro 5, propone di respingere la mozione Gredig 24.3456 «Statuto di protezione S. Incentivare l’attività lucrativa e offrire prospettive» adottata dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale. Ritiene che il testo sia troppo vago e che il Consiglio federale abbia già adottato misure per promuovere l’integrazione professionale delle persone provenienti dall’Ucraina. Ulteriori misure sono previste per la primavera 2025, quindi la mozione Gredig può già considerarsi attuata.

La Commissione ha deciso con 8 voti contro 3, di proporre di accogliere la mozione Paganini 24.3035 Per essere accettato, lo statuto di protezione S deve essere adeguato, anch’essa adottata dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale. Poiché questa ha lo stesso tenore di una mozione Würth (24.3022), già adottata dal Consiglio degli Stati, la Commissione ritiene logico proporre anche l’adozione della mozione Paganini, di cui condivide gli obiettivi. A suo avviso, è importante apportare alcuni correttivi allo statuto S, in particolare per evitare viaggi di andata e ritorno all’estero troppo frequenti da parte dei beneficiari di questo statuto.

La Commissione propone inoltre di non dare seguito a un’iniziativa del Cantone di San Gallo (24.313), volta a combattere gli abusi sopprimendo lo statuto S per le persone provenienti dall’Ucraina (7 voti contro 2 e 2 astensioni). La Commissione condivide le preoccupazioni espresse dal Cantone di San Gallo. È particolarmente sensibile alle difficoltà incontrate dai Comuni a causa dell’elevata rotazione di beneficiari dello statuto S, con partenze e ritorni frequenti che creano problemi in termini di alloggio e scolarizzazione dei bambini. La Commissione sottolinea che gli abusi non possono essere tollerati e devono essere combattuti ad ogni costo. A suo avviso, la portata di quanto richiesto dal Cantone di San Gallo non è tuttavia chiara: in particolare, non si capisce che cosa ne sarebbe di coloro che già sono al beneficio dello statuto di protezione S. La soppressione dello statuto S per chi si trova già in Svizzera comporterebbe una grande incertezza giuridica e un’enorme mole di lavoro amministrativo, dato che si può presumere che la maggior parte degli interessati richiederebbe l’asilo.

Il consigliere federale Beat Jans e la segretaria di Stato per la migrazione, Christine Schraner Burgener, hanno informato la Commissione e risposto alle sue domande sulla situazione e sullo sviluppo dello statuto di protezione S per i rifugiati provenienti dall’Ucraina. Urs Hofmann, responsabile del gruppo di valutazione dello statuto S, ha inoltre presentato le conclusioni dell’ultimo rapporto di valutazione.

Falsificazioni nella raccolta di ​​​firme

La Commissione è stata informata dal cancelliere della Confederazione Viktor Rossi sulle falsificazioni nella raccolta di firme per iniziative popolari e referendum che sono state scoperte. La Commissione intende approfondire la questione e sarà informata dalla Cancelleria federale in un secondo momento sugli effetti delle misure adottate.

Presieduta dal consigliere agli Stati Daniel Fässler (M-E/AI), la Commissione si è riunita a Berna il 14 e 15 ottobre 2024.