In attuazione di una delle mozioni, le disposizioni relative al voto sono modificate in modo tale da agevolare le persone non vedenti o ipovedenti nell’esprimere il proprio voto autonomamente, nel rispetto del segreto del voto. Con 9 voti contro 2 e 1 astensione, la Commissione si è espressa a favore della versione del Consiglio nazionale, che non si limita ad agevolare il voto per le persone non vedenti o ipovedenti, ma lo rende possibile.
Con 11 voti contro 1, la Commissione si è altresì espressa a favore dell’elaborazione delle basi legali per lo svolgimento di prove pratiche di raccolta elettronica delle firme. La Commissione ritiene importante che l’introduzione definitiva di questo strumento sia preceduta da una intensa fase di prove. Contrariamente al Consiglio nazionale, la Commissione ha accettato all’unanimità di circoscriverle in un’area geografica definita. Ha accolto all’unanimità anche la proposta di precisare le disposizioni relative alla tutela del segreto del voto e alla prevenzione degli abusi.
Con una netta maggioranza (8 voti contro 2 e 1 astensione, rispettivamente 7 voti contro 3 e 1 astensione), la Commissione ha accolto anche la proposta del Consiglio nazionale di introdurre una disposizione concernente misure per promuovere la democrazia e l’educazione alla cittadinanza. La Commissione è consapevole che la Confederazione può già sostenere progetti in questo senso, ma auspica che la disposizione dia nuovo slancio alla promozione dell’educazione alla cittadinanza, così importante per il sistema svizzero della democrazia diretta.
Diversamente dal Consiglio nazionale, con 9 voti contro 3, la Commissione si è espressa contro l’introduzione di nuovi criteri che il Consiglio federale dovrebbe utilizzare per attribuire i testi in votazione alle date delle votazioni. Secondo la Commissione la disposizione proposta dal Consiglio nazionale in attuazione dell’iniziativa parlamentare 24.423 crea troppe incertezze.
Per il resto la Commissione ha aderito alle decisioni del Consiglio nazionale.
Obbligo per il Consiglio federale di motivazione, mediante rapporto, nell’emanazione del diritto di necessità
La Commissione ha approvato all’unanimità un progetto di legge elaborato nel quadro dell’iniziativa Caroni 23.439. Quest’ultimo introduce l’obbligo per il Consiglio federale di dimostrare, in un rapporto, che le condizioni giuridiche sono soddisfatte quando emana un’ordinanza in virtù degli articoli 184 capoverso 3 o 185 capoverso 3 della Costituzione. L’obbligo di motivazione si applicherà anche alle ordinanze che il Consiglio federale emana fondandosi su una competenza conferitagli da una base legale relativa alla gestione delle crisi. Nella sua analisi giuridica, il Consiglio federale dovrà valutare in particolare gli effetti sui diritti fondamentali e la compatibilità con il diritto di rango superiore. Con questo progetto, la Commissione mira a rafforzare la comprensione e la legittimità delle misure adottate dal Consiglio federale in situazioni di crisi.
Il progetto sarà trattato in linea di principio nella sessione estiva, una volta che il Consiglio federale avrà espresso il suo parere. Prima della loro pubblicazione nel Foglio federale, il progetto e il rapporto esplicativo saranno pubblicati sulla pagina Internet della Commissione entro la fine di gennaio.
Creazione di un articolo costituzionale sulla digitalizzazione: sostegno al Consiglio federale
La Commissione sostiene gli sforzi compiuti dal Consiglio federale e dai Cantoni nel settore dell’amministrazione digitale e accoglie positivamente i lavori avviati per introdurre un articolo costituzionale che consenta alla Confederazione di emanare norme essenziali vincolanti per tutte le amministrazioni pubbliche. Per sostenere il progetto, la Commissione ha accolto, con 9 voti contro 2 e un’astensione, una mozione di commissione (26.3005) che chiede l’adozione di un articolo costituzionale sulle prestazioni digitali offerte dalle autorità. Questa mozione funge da alternativa a quella presentata dal consigliere agli Stati Benedikt Würth 24.4045, che propone una formulazione concreta del futuro articolo. Ritenendo tale formulazione prematura, la Commissione propone, con 10 voti e 2 astensioni, di respingere la mozione Würth.
Altri temi
La Commissione si è espressa in merito a tre mozioni e due iniziative parlamentari concernenti il settore dell’asilo.
- Con 10 voti contro 1 e 1 astensione, la Commissione ha accolto l’iniziativa parlamentare Nause 24.481 «Completamento delle disposizioni della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione relative alla carcerazione in vista di rinvio coatto», secondo la quale la presenza di documenti di viaggio validi non dovrebbe essere rilevante per ordinare o esaminare una carcerazione.
- Con 9 voti contro 1 e 1 astensione, la Commissione ha invece respinto l’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Fischer 24.457, che chiede di autorizzare l’impiego di sedativi nel contesto dei voli di rinvio coatto, ritenendola ingiustificabile dal punto di vista etico e giuridico.
- La mozione presentata dal consigliere nazionale Mike Egger 24.3609 chiede l’introduzione di un sistema bonus-malus per i Cantoni nell’ambito dell’espulsione dei richiedenti l’asilo respinti al fine di incentivare la loro collaborazione. La Commissione ha respinto la mozione con 9 voti contro 3, ricordando che nell’ambito del rinvio sono già attuate diverse misure e che la Confederazione dispone degli strumenti necessari per intervenire se un Cantone non adempie gli obblighi in materia d’esecuzione o lo fa solo parzialmente (art. 89b legge sull’asilo).
- Con 11 voti contro 1 la Commissione ha respinto anche la mozione presentata dal consigliere nazionale Buffatt 24.3431, secondo la quale i richiedenti l’asilo che commettono reati non dovrebbero ottenere lo statuto d’asilo, ritenendola troppo generica e inadeguata.
- La mozione del consigliere nazionale Marchesi 25.3438 chiede l’adozione di provvedimenti per contrastare il fenomeno dell’uso di documenti d’identità falsificati per ottenere permessi di soggiorno in modo fraudolento. La Commissione ha proposto all’unanimità di accogliere la mozione.
Inoltre, la Commissione propone con 8 voti contro 3 di modificare la mozione 24.3732 Estendere l’obbligo di collaborare nelle inchieste amministrative ai partner contrattuali e agli ex collaboratori, depositata dal consigliere nazionale Benjamin Fischer e già accolta dal Consiglio nazionale. La modifica proposta prevede che l’estensione dell’obbligo di collaborare alle inchieste amministrative si applichi solo agli ex dipendenti dell’Amministrazione federale, escludendo i terzi che intrattengono o hanno intrattenuto rapporti contrattuali con la Confederazione.
Presieduta dalla consigliera degli Stati Heidi Z’graggen (M-E, UR), la Commissione si è riunita a Berna l’16 e il 17 gennaio 2026.