Con 12 voti contro 12 e voto decisivo del suo presidente la Commissione è entrata in materia sul progetto 25.094. In linea di principio, si pronuncia a favore della proroga della legge federale sugli aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese di rilevanza sistemica del settore dell’energia elettrica, come proposto dal Consiglio federale. Allo stato attuale, questa legge ha effetto fino alla fine del 2026.
A parere della Commissione è innegabile che le maggiori imprese del settore dell’energia elettrica siano di rilevanza sistemica. Una loro avaria avrebbe conseguenze imprevedibili per l’approvvigionamento elettrico e dunque gravi ripercussioni su società ed economia. È pertanto determinante sancire requisiti organizzativi e finanziari nei confronti di tali imprese al fine di controllare tali rischi. Fino a quando ciò non sarà garantito, la Confederazione sarà costretta a intervenire in caso di crisi di una di dette imprese. La maggioranza della Commissione ritiene che la LAiSE crei un quadro giuridico adeguato a questa garanzia statale. Non da ultimo, le imprese vengono così obbligate a versare una contropartita finanziaria alla Confederazione. Inoltre, gli obblighi d’informazione consentono alle autorità federali di monitorare i rischi. Alla luce di ciò, la maggioranza della Commissione reputa inaccettabile lasciare che la LAiSE giunga a scadenza senza alcuna sostituzione.
La minoranza ritiene che negli ultimi anni le imprese e i loro proprietari abbiano avuto l’opportunità di prepararsi a una situazione di crisi come quella del 2022. All’epoca l’urgenza e l’imprevedibilità giustificavano un intervento della Confederazione, oggi non più. Inoltre, gli obblighi previsti dalla LAiSE rappresentano per le imprese un notevole onere finanziario, il che a sua volta incide negativamente sulla liquidità delle imprese o restringe il margine di manovra per gli investimenti.
Programma Edifici: sostegno al compromesso del Consiglio degli Stati
Nel suo corapporto sulle Misure di sgravio applicabili dal 2027 del budget della Confederazione (pacchetto di sgravio 27, 25.063) all’attenzione della Commissione delle finanze la CAPTE-N propone, con 14 voti contro 10 e 1 astensione, di aderire nella promozione nel settore degli edifici alla decisione del Consiglio degli Stati. La versione di quest’ultimo, basata su una proposta di compromesso della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (CdEN), convince la Commissione: da un lato, garantisce il proseguimento di una politica in materia di edifici efficace e, dall’altro, consente uno sgravio annuale del bilancio della Confederazione sui 200 milioni di franchi.
Anche per molte ulteriori misure del pacchetto di sgravio 27 nel suo settore specialistico la Commissione è favorevole a seguire le decisioni del Consiglio degli Stati, in particolare per le misure di promozione del programma «Formazione e ambiente» nonché per il Fondo svizzero per il paesaggio (FSP). A differenza del Consiglio degli Stati, nel proprio corapporto la Commissione propone, con 13 voti contro 12, di rinunciare alla prevista riduzione delle spese per i compiti congiunti nel settore ambientale. Ne sarebbero interessati in particolare fondi federali destinati a sostegno dei Cantoni nella protezione dai pericoli naturali e in ulteriori compiti cruciali. Secondo la Commissione, una riduzione forfetaria del 10 per cento sarebbe delicata e comprometterebbe la sicurezza in materia di pianificazione dei Cantoni.
Svariate minoranze propongono di seguire le proposte del Consiglio federale, di modificare singole misure o di rinunciarvi completamente.
Nessuna misura retroattiva per gli importatori di automobili
Con 13 voti contro 12 la Commissione ha ritirato l’iniziativa di rendere più flessibili le norme sulle emissioni di CO2 per il periodo 2025-2027 (25.481). In tal modo rinuncia a sottoporre al Consiglio nazionale una proposta di legge in tal senso. Quest’ultima, analogamente a una regolamentazione dell’Unione europea, avrebbe concesso agli importatori di autoveicoli più tempo per soddisfare le prescrizioni, senza modificare gli stessi valori obiettivo di CO2.
La Commissione ritiene che non ci sia più la necessità d’intervento originariamente ipotizzata. In luogo delle sanzioni fino a 500 milioni di franchi nel 2025 inizialmente temute, si presume ora un totale di circa 125 milioni di franchi per automobili e veicoli commerciali leggeri. Pur rimanendo notevole per il settore automobilistico in difficoltà, tale importo è considerato sopportabile. Inoltre, il settore non è unanime rispetto a tale questione: la preoccupazione dei grandi importatori non è condivisa da tutti gli operatori del mercato. In quest’ottica, la Commissione rinuncia a proporre una regolamentazione che sarebbe stata politicamente delicata a causa della sua applicazione retroattiva.
Ulteriori oggetti
Sullo sfondo della chiusura irreversibile della produzione di vetro a St-Prex (VD), con 16 voti contro 5 e 3 astensioni la Commissione propone di respingere la mozione 24.3540 («Per una filiera del vetro riciclato in Svizzera»), facendo riferimento al dubbio valore aggiunto ecologico delle misure proposte e agli aumenti dei prezzi e le distorsioni di mercato che nel contempo bisogna attendersi. La minoranza propone di accogliere la mozione.
Con 16 voti contro 9 la Commissione ha approvato l’elaborazione di un progetto di legge nell’ambito dell’iniziativa parlamentare 24.431 («Abbassare il grado di protezione dello smergo maggiore per salvare alcune specie ittiche in pericolo e favorire la biodiversità degli habitat acquatici»). Onde poter preservare il patrimonio ittico minacciato in Svizzera, con il progetto si intende creare la base giuridica per regolamentare in modo mirato lo smergo maggiore.
Con 14 voti contro 9 e 1 astensione la Commissione ha deciso di presentare una mozione (26.3011) con l’obiettivo di adeguare i criteri di promozione per progetti di geotermia. I progetti di geotermia che mirano a un duplice utilizzo del calore, sia direttamente mediante uno scambiatore di calore sia indirettamente mediante una pompa di calore, devono essere classificati come aventi diritto alla promozione. Una minoranza propone di respingere la mozione.
Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 26 e il 27 gennaio 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.