Come già la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale, anche la CIP del Consiglio degli Stati si pronuncia contro l’introduzione di un referendum finanziario a livello federale perché ritiene che ne risulterebbe una dotazione di strumenti eccessiva.

Con 5 voti contro 3 e 2 astensioni la CIP si è detta contraria all'introduzione di un referendum finanziario facoltativo a livello federale, proponendo alla propria Camera di respingere una mozione che le era stata sottoposta per esame (17.4318 s Mo. Minder. Introduzione del referendum finanziario facoltativo a livello federale). La Commissione condivide gli argomenti della Commissione omologa, che il 28 giugno 2018 ha respinto due iniziative parlamentari corrispondenti (comunicato stampa del 29 giugno 2018). Lo strumento del referendum finanziario a livello federale va valutato diversamente da quello a livello cantonale o comunale, poiché a livello federale molte uscite sono già stabilite per via legislativa. Inoltre la Confederazione talvolta decide uscite per investimenti destinati unicamente a una determinata regione, pur nell’interesse della coesione nazionale. Dovessero essere sottoposti al voto popolare, questi investimenti regionali sarebbero in pericolo.

La minoranza sostiene dal canto suo che diversi esempi (come l’acquisto dei Gripen o il credito per i giochi olimpici) evidenziano la necessità di sottoporre a referendum uscite importanti. Per consentire votazioni popolari in questo ambito senza ricorrere a speciali stratagemmi formali occorrerebbe quindi introdurre lo strumento del referendum finanziario.

Denuncia di trattati internazionali: competenza al Parlamento e al Popolo

La Commissione ha trattato inoltre le proposte del Consiglio federale del 15 agosto 2018 concernenti il proprio progetto di legge volto a disciplinare in modo chiaro le competenze per la conclusione, la modifica e la denuncia dei trattati internazionali, presentato il 14 maggio 2018 (16.456 Iv. Pa. CIP-CS. Denuncia e modifica di trattati internazionali. Ripartizione delle competenze). In precedenza il Consiglio federale riteneva che soltanto il Governo fosse competente per la denuncia di trattati. Secondo il progetto di legge della Commissione la denuncia o la modifica di importanti trattati deve essere approvata dal Parlamento o, in caso di referendum, dal Popolo, così come l’attuale normativa prevede per la loro conclusione. Se nel suo parere si è ora adeguato a questa proposta, il Consiglio federale desidera tuttavia introdurre innanzitutto una corrispondente base costituzionale. La Commissione rimane però convinta che la Costituzione disciplina già chiaramente le competenze in questo ambito e all’unanimità propone pertanto alla propria Camera di non entrare in materia sulla modifica costituzionale.

Le organizzazioni politiche devono continuare a ricevere aiuti per le attività giovanili

La Commissione mantiene il suo punto di vista, ovvero che le sezioni giovanili dei partiti svolgono un’attività preziosa nel settore della formazione e della motivazione politica dei giovani. Per finanziare le loro attività giovanili extrascolastiche, le organizzazioni politiche devono perciò poter chiedere aiuti finanziari alla Confederazione così come hanno fatto finora e come fanno altre organizzazioni giovanili. La Commissione propone pertanto con 7 voti contro 3 di non dare seguito a un’iniziativa parlamentare che chiede di rifiutare aiuti finanziari a organizzazioni che perseguono scopi politici (15.483 Iv. Pa. Rutz. Nessun sovvenzionamento statale a partiti e organizzazioni politiche). Il 28 febbraio 2018 il Consiglio nazionale aveva deciso a stretta maggioranza (92 voti contro 88 e 1 astensione) di darvi seguito.

Nuove norme per il personale federale

La Commissione ha trattato la mozione 16.3696 del consigliere nazionale Peter Keller. La mozione chiede di obbligare gli impiegati federali a versare «integralmente» le indennità percepite per le attività esercitate in relazione con il rapporto di lavoro presso la Confederazione. Anche la Commissione ritiene che sia opportuno disciplinare la materia, vuole però lasciare margine di manovra al Consiglio federale. Ha pertanto deciso all’unanimità di modificare il tenore della mozione rendendo la sua formulazione più aperta. Il testo nella versione della Commissione chiede che gli impiegati federali debbano versare alla Cassa federale «una parte adeguata» delle indennità.

La Commissione ha infine accolto con 4 voti contro 3 e 1 astensione la mozione 17.3978 della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. La mozione incarica il Consiglio federale di «presentare al Parlamento un progetto di modifica della legge sul personale federale (LPers) volto ad abrogare le disposizioni relative alla compensazione del rincaro». Secondo la Commissione, come nell’economia privata, il personale federale non deve più avere diritto alla compensazione al rincaro. La vigente legge sul personale federale prevede che il Consiglio federale, compatibilmente alla situazione economica e finanziaria della Confederazione e alla situazione sul mercato del lavoro, versi sullo stipendio un’indennità per compensare adeguatamente il rincaro. Tuttavia, in questo caso e più in generale in materia di finanze, la competenza di decidere a titolo definitivo spetta al Parlamento. A questo fa riferimento anche la minoranza, che ritiene questa mozione inutile e controproducente, perché costituisce un segnale negativo nei confronti dei partner sociali, dei Cantoni e del Comuni.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Pascale Bruderer Wyss (S/AG), la Commissione si è riunita a Berna il 23 agosto 2018.