La Commissione ritiene che gli scambi economici tra la Svizzera e gli Stati Uniti rivestano una grande importanza – gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale della Svizzera – e che i tempi attuali offrano una reale opportunità di negoziare un accordo di libero scambio. L’approccio partecipativo della mozione prevede il coinvolgimento dei diversi attori al fine di evitare un’interruzione prematura dei negoziati come avvenne nel gennaio 2006. La Commissione valuta positivamente questo approccio che permette di discutere le posizioni e le aspettative di entrambe le parti prima di procedere a una valutazione approfondita della situazione ed, eventualmente, prendere in considerazione l’avvio di negoziati formali.
Sebbene non si opponga in linea di principio al libero scambio, una minoranza reputa che un segnale esplicito del Parlamento non sia necessario, in quanto sono già in corso colloqui esplorativi. Inoltre gli effetti di questa mozione non sono evidenti, così come il processo dell’approccio partecipativo. Per di più un approccio bilaterale indebolirebbe l’aspetto multilaterale, come gli accordi di libero scambio dell’AELS. I negoziati di questo tipo dovrebbero pertanto essere condotti preferibilmente nel quadro dell’AELS.
Accordo quadro istituzionale
La Commissione ha proseguito l’esame avviato nella seduta dell’11 e 12 febbraio 2019 (cfr. comunicato stampa della CPE-N) sui risultati dei negoziati tra Svizzera e Unione europea in merito all’Accordo istituzionale. Su questo tema si è tenuta una conferenza stampa. Con 16 voti contro 9 e 0 astensioni la Commissione ha adottato la seguente presa di posizione CPE-N. Una mozione di commissione con la quale si voleva chiedere al Consiglio federale di non firmare l’accordo istituzionale è stata respinta con 17 voti contro 8 e 0 astensioni. Con 23 voti contro 2 e 0 astensioni, la Commissione ha respinto la proposta di rinunciare a esprimere un parere all’intenzione del Consiglio federale.
Altri temi
La Commissione ha inoltre preso atto e proceduto a un esame approfondito del rapporto Swisscoy 2018.