La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio Nazionale (CPS-N) ha per il momento concluso le discussioni in merito al rapporto del gruppo di lavoro relativo al sistema di prestare servizio. Essa rinuncia a fare una raccomandazione su quale modello sia da preferire e respinge l’estensione dell’obbligo di servire anche alle donne.

Nella sua prima seduta dell’anno la Commissione ha proseguito i lavori in merito al rapporto del gruppo di lavoro relativo al sistema di prestare servizio iniziati già nelle sue ultime due sedute (cfr. comunicati stampa della CPS-N del 18 ottobre e del 8 novembre 2016). I membri della Commissione hanno in modo chiaro – seppure con argomentazioni differenti – respinto la possibilità di estendere l’obbligo di servizio anche alle donne. Alcuni membri della Commissione hanno, per esempio, rimarcato la necessità di raggiungere la parità tra i sessi dapprima in altri settori prima di introdurre un obbligo di servizio anche per le donne.

La Commissione aveva nelle precedenti sedute già deciso di concentrarsi su due dei modelli proposti, vale a dire «Status Quo Plus» e «Obbligo di prestare servizio di sicurezza». Entrambi i modelli presentano dei vantaggi che la maggioranza della Commissione valuta come interessanti e eventualmente combinabili, ciò detto essa ha preferito rinunciare a pronunciarsi in modo definitivo su quale modello sarebbe da prediligere. Dal suo punto di vista mancano delle indicazioni sufficientemente precise in merito a quelle che possano essere le conseguenze o il modo in cui questi modelli possano venire implementati. Per il momento preferisce quindi aspettare le conclusioni e le decisioni del Consiglio federale che si occuperà a sua volta delle raccomandazione del gruppo di studio.

La Commissione ha depositato alcuni interventi parlamentari, volti fra l’altro ad accrescere l’attrattività del servizio militare. Nel dettaglio si tratta di:

  • 17.3000 la Commissione propone con 13 voti contro 10 una mozione che incarica il Consiglio federale di provvedere a trasferire l’organo d'esecuzione del servizio civile dal DEFR al DDPS. A questa mozione si oppone una minoranza della Commissione.
  • 17.3001 il postulato (accolto all’unanimità) incarica il Consiglio federale di mostrare in che modo si possa porre efficacemente rimedio alla carenza di ufficiali.
  • 17.3002 il postulato (accolto all’unanimità) richiede al Consiglio federale di presentare alla commissione quali provvedimenti possono essere presi, al fine di migliorare e accrescere l’attrattività del servizio militare.

A margine di questa discussione la Commissione ha deciso – unendosi al parere del Consiglio degli Stati – di non dare seguito alla Petizione della Sessione dei giovani 2013 13.2064 «Parità del servizio civile e militare». Una minoranza chiede un rinvio alla Commissione per l’elaborazione di un intervento commissionale.

Rimangono ancora pendenti due proposte di interventi parlamentari sul tema servizio civile che la Commissione tratterà nella sua prossima seduta.

Lotta contro la criminalità. Accordo con il Montenegro

La CPS-N propone alla propria Camera all’unanimità di approvare il decreto federale concernente l’accordo con il Montenegro in materia di lotta contro la criminalità (16.068). Questo accordo mira a migliorare lo scambio di informazioni, a rafforzare la collaborazione di polizia e fa parte della strategia del Consiglio federale in questo settore. Questo accordo andrebbe ad aggiungersi a una serie di accordi simili che la Svizzera ha stipulato con altre Nazioni dei Balcani.

Presieduta dalla consigliera nazionale Corina Eichenberger-Walther (PLR, AG), la Commissione si è riunita a Berna il 9 e 10 gennaio 2017. A parte della seduta era presente il consigliere federale Guy Parmelin, capo del DDPS.