La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) propone, con 21 voti contro 4, di entrare in materia sulla modifica della legge sulle attività informative (LAIn; 26.021). È stata respinta, con 17 voti contro 6 e 2 astensioni, una proposta di rinvio e presentazione di un progetto di legge rielaborato. La CPS-N ha iniziato la deliberazione di dettaglio, che proseguirà in occasione della prossima seduta. Prima di trattare l’oggetto la Commissione ha svolto audizioni.

La maggioranza osserva che, alla luce dell’aggravarsi della situazione di minaccia, occorre potenziare le competenze del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). In particolare per quanto riguarda l’individuazione tempestiva e la lotta alle minacce dovute a terrorismo, estremismo violento, spionaggio e ciberattacchi, la maggioranza ravvisa un’urgente necessità d’intervento. La revisione proposta è intesa a dotare il SIC di una base più solida per far fronte al crescente fenomeno delle minacce ibride. A tal proposito, la maggioranza sottolinea che il potenziamento delle competenze del SIC deve andare di pari passo con un rafforzamento della vigilanza indipendente, affinché venga salvaguardato l’equilibrio tra la tutela dei diritti fondamentali e la protezione dalle minacce. Fondandosi su queste considerazioni, la maggioranza ha respinto la proposta di rinvio.

La minoranza lamenta che il SIC non rispetta pienamente la legge vigente, specie per quanto concerne la sorveglianza delle attività politiche. Essa ritiene che, prima di poter entrare in materia sul progetto, occorrerebbe innanzitutto garantire una corretta applicazione, assicurarsi che i meccanismi di controllo funzionino e che il SIC gestisca i dati in modo affidabile. Altrimenti il rischio per i diritti fondamentali sarebbe troppo elevato, andando a minare anche la fiducia nelle istituzioni. Mediante la proposta di rinvio, la minoranza intendeva tra l’altro ottenere che, elaborando un nuovo progetto di legge, venissero stralciate le disposizioni relative all’esplorazione di segnali via cavo, che si rinunciasse a utilizzare i dati archiviati e che fosse garantita una maggiore tutela della legittima attività politica da qualsiasi forma di sorveglianza da parte del SIC.

La Commissione ha avviato la deliberazione di dettaglio, che proseguirà in occasione della sua seduta del 20-21 aprile 2026. Finora tutte le proposte di modifica sono state respinte. In vista della seduta di aprile, l’Amministrazione è stata incaricata di svolgere diversi accertamenti.

Prima di trattare l’oggetto, la CPS ha svolto diverse audizioni (presidente della Delegazione delle Commissioni della gestione, nonché una rappresentanza della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia; della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali; del Tribunale amministrativo federale; dell’autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative; dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza e dell’Istituzione svizzera per i diritti umani).

Prolungamento della missione Swisscoy (KFOR)

La CPS-N propone, con 16 voti contro 7, di approvare il prolungamento fino alla fine del 2029 della missione Swisscoy in Kosovo a sostegno della KFOR (25.093). Il progetto mira anche ad attribuire al Consiglio federale la competenza di aumentare l’effettivo massimo di personale del contingente nel corso della durata del mandato, allo scopo di poter reagire a un eventuale fabbisogno supplementare. Tuttavia, la maggioranza della Commissione ritiene che il rafforzamento del contingente per soddisfare esigenze supplementari della KFOR non dovrebbe essere limitato a 30 militari, come proposto dal Consiglio federale, bensì essere portato a un massimo di 85 militari, in modo tale da stabilire un effettivo massimo complessivo di 300 militari. La maggioranza della Commissione sottolinea che, con questo impiego, la Svizzera contribuisce al mantenimento della pace e alla stabilità nei Balcani occidentali, a beneficio dell’Europa e in particolare della Svizzera. La Commissione sottolinea infine che la partecipazione alla KFOR contribuisce a rafforzare la capacità di difesa della Svizzera poiché l’Esercito svizzero può acquisire esperienza operativa.

Una minoranza propone di non entrare in materia poiché ritiene che le risorse umane e finanziarie dell’esercito non andrebbero impiegate nei Balcani bensì in Svizzera, per accrescere la nostra capacità di difesa. È inoltre stata respinta un’ulteriore proposta che chiedeva di stralciare la possibilità di rafforzare il contingente per soddisfare esigenze supplementari della KFOR. Il Consiglio nazionale tratterà l’oggetto in qualità di seconda Camera durante la sessione estiva. Il Consiglio degli Stati ha approvato l’oggetto nella sessione primaverile.

Ulteriore impiego a favore di EUFOR ALTHEA in Bosnia e Erzegovina

Con 14 voti contro 8 la Commissione propone di approvare un impiego supplementare dell’Esercito svizzero a sostegno della Forza multinazionale dell’Unione europea (EUFOR ALTHEA) in Bosnia e Erzegovina (26.034). La maggioranza della Commissione raccomanda di aumentare a 36 militari l’effettivo massimo del distaccamento supplementare, a fronte dei 12 militari chiesti dal Consiglio federale. Una minoranza propone di non entrare in materia poiché, analogamente alle considerazioni fatte per il prolungamento della missione Swisscoy in Kosovo a sostegno della KFOR (25.093), ritiene che le risorse umane e finanziarie andrebbero impiegate in Svizzera per accrescere la nostra capacità di difesa.

La partecipazione della Svizzera all’EUFOR è stata approvata dall’Assemblea federale nel dicembre del 2004. Sulla base di tale mandato, attualmente l’Esercito svizzero impiega 20 militari armati a favore della missione EUFOR ALTHEA. L’oggetto sarà trattato dal Consiglio nazionale in veste di Camera prioritaria durante la sessione estiva.

Presieduta dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 30 e il 31 marzo 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del DDPS.