Il fulcro delle modifiche di legge decise il 16 dicembre 2016 dall’Assemblea federale per l’attuazione dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa» è rappresentato dall’obbligo di notificare i posti vacanti nel caso in cui il tasso di disoccupazione superi un certo valore soglia. Conformemente alla modifica di legge decisa in quell’occasione, vanno notificati i posti vacanti nelle categorie professionali, nei settori d’attività o nelle regioni economiche con un tasso di disoccupazione superiore alla media. Tuttavia, nel disegno di ordinanza attuale si parla di tasso nazionale di disoccupazione. La Commissione è consapevole delle difficoltà di definire regioni economiche che non coincidono con i confini cantonali. Tuttavia, con 13 voti contro 9, la Commissione ha deciso di raccomandare al Consiglio federale di verificare se il concetto di «regione economica» non possa essere comunque ripreso nel disegno in modo da rispecchiare il tenore della legge.
La Commissione raccomanda inoltre al Consiglio federale di definire altre eccezioni per l’obbligo di notifica e di prevedere nell’ordinanza la possibilità per le imprese in questione di pubblicare i posti vacanti sul proprio sito Internet.
Con 14 voti contro 7 e un’astensione la Commissione si è invece espressa contro una raccomandazione, secondo la quale il valore soglia per il tasso di disoccupazione nazionale va fissato all’8 per cento a partire dal 2020 e non al 5 per cento.
La Commissione osserverà in quale misura le sue raccomandazioni saranno prese in considerazione nella stesura delle ordinanze definitive.
Garanzia alla Costituzione ticinese: discussa ma in definitiva non controversa
La Commissione si è occupata del conferimento della garanzia a varie Costituzioni cantonali (17.049 sn Costituzioni dei Cantoni di Turgovia, Ticino, Vallese e Ginevra. Garanzia). A dare il via alle discussioni è stata la modifica della Costituzione del Cantone Ticino, che il 25 settembre 2016 i ticinesi avevano approvato accettando l’iniziativa popolare «Prima i nostri». L’obiettivo dell’iniziativa è frenare l’afflusso di lavoratori stranieri. Si può constatare che le nuove disposizioni costituzionali contengono obiettivi inerenti al mercato del lavoro, che lasciano un margine di manovra, seppur molto ristretto, per un’attuazione conforme al diritto federale e internazionale. Va pertanto conferita la garanzia federale. Inoltre, non sono state presentate altre proposte. Qualora l’attuazione legislativa non avvenisse conformemente al diritto federale e internazionale, potrà essere impugnata giuridicamente.
Sì alla soppressione dell’aiuto transitorio per i parlamentari
Contrariamente alla Commissione omologa del Consiglio degli Stati, che ha accolto l’iniziativa con una maggioranza risicata, la CIP-N ha ribadito chiaramente con 15 voti contro 6 e un’astensione la sua convinzione che il cosiddetto aiuto transitorio per gli ex parlamentari sia inutile e debba essere abolito (16.460 n Pa.Iv. Rickli Natalie. Soppressione dell’aiuto transitorio per i parlamentari). Attualmente, dopo aver lasciato la Camera, i parlamentari possono far valere questo aiuto per al massimo due anni, se non possono ottenere un reddito paragonabile a quello di parlamentare. La Commissione ritiene che anche gli ex membri dell’Assemblea federale disoccupati possano, come tutte le altre persone, richiedere le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
Dietrofront sui collaboratori personali dei parlamentari
Nella primavera 2016 la Commissione aveva accettato di misura l’idea che i membri dell’Assemblea federale potessero assumere un collaboratore personale a spese della Confederazione, lasciando ai Servizi del Parlamento l’onere dell’assunzione e della relativa gestione amministrativa (cfr. comunicato stampa del 15 aprile 2016). La Commissione è però tornata sui suoi passi e con 14 voti contro 7 e un’astensione ha deciso di seguire il parere della Commissione omologa del Consiglio degli Stati, proponendo alla propria Camera di non dare seguito alla relativa iniziativa parlamentare (15.445 n Iv. Pa. Aebischer Matthias. Collaboratori personali per i parlamentari). L’attuale indennità annua per le spese di personale e di materiale permette a ogni parlamentare di trovare la soluzione adeguata alle proprie esigenze.
Partecipazione del Parlamento nel determinare gli Stati d’origine dei richiedenti l’asilo dove non vi è rischio di persecuzioni
Con 14 voti contro 6 la Commissione aderisce alla decisione della Commissione omologa del Consiglio degli Stati di elaborare una modifica legislativa che prevede una consultazione annuale delle commissioni parlamentari competenti in merito all’elenco degli Stati d’origine o di provenienza dei richiedenti l’asilo dove non vi è rischio di persecuzioni.
Presieduta dal suo vicepresidente, il consigliere nazionale Kurt Fluri (RL/SO), la Commissione si è riunita a Berna il 9 e il 10 novembre 2017.