La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) si è espressa a favore di una politica energetica aperta a tutti i tipi di tecnologia, in grado di garantire adeguate capacità di produzione da fonti presenti sul territorio nazionale che consentano un approvvigionamento sempre sicuro e conveniente. In quest’ottica, è favorevole alla proposta di abrogare il divieto di rilascio dell’autorizzazione di massima per centrali nucleari.

La CAPTE-S è convinta che il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» (25.068) possa fornire un contributo significativo alla sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica a lungo termine. Con 10 voti contro 2 e 1 astensione, ne propone dunque l’accettazione. La Commissione sostiene l’abrogazione dell’attuale divieto di rilascio dell’autorizzazione di massima per nuove centrali nucleari ritenendo che ciò consenta di ampliare il margine di manovra per quanto concerne il futuro approvvigionamento energetico. Alla luce del considerevole aumento del consumo di energia elettrica, la Commissione giudica infatti indispensabile pianificare la sicurezza dell’approvvigionamento in una prospettiva di apertura a tutti i tipi di tecnologia, al fine di sviluppare, nei prossimi decenni, adeguate capacità di produzione basate su fonti presenti sul territorio nazionale e di rafforzare l’indipendenza dalle importazioni. L’obiettivo è garantire un approvvigionamento di energia elettrica sicuro e sostenibile, se necessario anche tramite lo sfruttamento di nuove centrali nucleari.

La Commissione osserva che il controprogetto indiretto si limita a creare la possibilità di costruire nuove centrali nucleari, senza disciplinarne il finanziamento. Respinge pertanto la proposta di una minoranza volta a escludere esplicitamente la possibilità di sovvenzioni da parte della Confederazione. Condivide inoltre la valutazione del Consiglio federale secondo cui non è necessaria una nuova regolamentazione della ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni per pianificare in modo lungimirante il futuro approvvigionamento energetico. Propone quindi di respingere l’iniziativa popolare con 8 voti contro 5. Una minoranza sostiene invece sia il controprogetto indiretto sia l’iniziativa popolare ritenendo che quest’ultima, oltre a promuovere l’apertura tecnologica, prevede anche una riorganizzazione delle responsabilità nell’approvvigionamento di energia elettrica. Un’ulteriore minoranza propone di non entrare in materia sul controprogetto indiretto, temendo che possa frenare lo sviluppo delle energie rinnovabili e compromettere gli attuali obiettivi di politica energetica. Le nuove centrali nucleari comportano rischi e costi elevati e, a causa dei lunghi tempi di progettazione e costruzione, giungerebbero troppo tardi per contribuire in modo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di un saldo netto di emissioni pari a zero.

Sostegno del Consiglio federale per quanto riguarda il tema delle PFAS

La Commissione propone all’unanimità di approvare le modifiche alla propria mozione 25.3421 adottate dal Consiglio nazionale. La mozione è stata integrata in particolare con una disposizione volta a limitare la produzione e l’utilizzo di prodotti contenenti PFAS tenendo conto delle nuove alternative disponibili. La Commissione è convinta che la mozione, ora formulata in maniera più ampia, sia attualmente lo strumento più adeguato per affrontare l’attuale problematica delle PFAS, ambito nel quale restano ancora molte questioni da chiarire. Ritiene prioritario che le misure già in corso e i lavori preparatori nell’Amministrazione proseguano senza ritardi dovuti a nuovi mandati. Essa sostiene inoltre il previsto Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti (22.4585). Al fine di consentire un esame approfondito degli ulteriori interventi parlamentari pendenti che propongono soluzioni specifiche, la Commissione ha conferito un mandato di approfondimento.

Procedure più snelle nell’ampliamento delle reti elettriche

La Commissione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sul disegno di modifica della legge sugli impianti elettrici (25.057), che mira ad accelerare le procedure di ampliamento e trasformazione delle reti elettriche. Secondo la Commissione, questo elemento centrale della transizione energetica non deve essere ostacolato da lunghe procedure di autorizzazione. Nelle prossime sedute la Commissione discuterà i dettagli del disegno.

Impostazione tariffale nel servizio universale di fornitura dell’elettricità

La Commissione approva all’unanimità la decisione della sua omologa del Consiglio nazionale di elaborare un’iniziativa di commissione (25.482). La legge sull’approvvigionamento elettrico deve essere modificata affinché nelle tariffe del servizio universale siano considerate le perdite dei gestori delle reti di distribuzione derivanti dall’acquisto di elettricità.

Mantenere il sistema già consolidato di monitoraggio delle acque

Con 12 voti contro 1, la Commissione propone di respingere la mozione 25.3154 che chiede un cambiamento del sistema di monitoraggio delle acque. Secondo la Commissione, l’abbandono del sistema consolidato di monitoraggio di campioni misti su un periodo di due settimane indebolirebbe la protezione delle acque in Svizzera. Il sistema attuale è scientificamente fondato, consolidato nei Cantoni e costituisce un pilastro fondamentale per la protezione degli ecosistemi e delle risorse di acqua potabile.

Adeguamenti puntuali della verifica dell’omologazione dei prodotti fitosanitari

Con 9 voti contro 3 e 1 astensione, la Commissione propone di accogliere una versione modificata della mozione 24.4589. La mozione chiede di apportare alcuni adeguamenti puntuali alle verifiche dell’omologazione dei prodotti fitosanitari. La Commissione intende precisare i criteri riguardanti le acque in modo tale che un valore limite debba essere superato per almeno due anni su cinque consecutivi nel 20 per cento delle acque analizzate per essere considerato ripetutamente e ampiamente. Il numero dei Cantoni interessati non dovrà avere alcuna rilevanza. Una minoranza si esprime contro l’allentamento delle disposizioni in materia di protezione delle acque recentemente adottate e propone di respingere la mozione.

La Commissione ha deciso di entrare in materia sul disegno di modifica della legge sulla radioprotezione (24.090). Proseguirà le deliberazioni di dettaglio nel corso della prossima seduta.

Presieduta dal consigliere agli Stati Thierry Burkart (RL, AG), la Commissione si è riunita a Berna il 19 e 20 gennaio 2025. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider e il consigliere federale Albert Rösti.