1. La Commissione ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione avviata il 19 maggio 2016 sul controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì alla protezione della sfera privata» (15.057), sul quale era entrata in materia il 19 aprile 2016. Visti i risultati, ha deciso, con 18 voti contro 1 e 5 astensioni, di apportare nuove lievi modifiche al testo del progetto (art. 13 cpv. 4 e 7 Cost.) per evitare dubbi di natura giuridica legati agli obblighi internazionali in materia di scambio automatico delle informazioni. Ha altresì deciso, con 14 voti contro 7 e 2 astensioni, di rendere più rigida la formulazione del capoverso 6 del citato articolo precisando che nel settore dell’imposta preventiva le banche possono trasmettere informazioni alle autorità fiscali solo su esplicita richiesta della persona interessata.
Il nuovo testo è stato accolto nella votazione sul complesso con 15 voti contro 7 e 1 astensione. La maggioranza della Commissione intende migliorare la protezione della sfera finanziaria privata dei cittadini e impedire lo scambio automatico di informazioni all’interno del Paese, preservando il sano rapporto di fiducia tra lo Stato e la sua popolazione. Il controprogetto consentirebbe dunque di confermare a livello costituzionale la validità delle disposizioni di legge in vigore. Una minoranza è invece contraria sia al controprogetto che all’iniziativa popolare: l’uno e l’altra non comportano alcun vantaggio per i contribuenti onesti e non si inseriscono in alcun modo nella valida strategia perseguita dal Consiglio federale per far emergere il denaro non dichiarato. Inoltre, la minoranza critica il fatto che il controprogetto tenta di bloccare a monte i processi legislativi invece di combatterli a valle mediante lo strumento del referendum.
La Commissione ha infine deciso, con 11 voti contro 6 e 7 astensioni, la seguente raccomandazione di voto: rigetto dell’iniziativa e approvazione del controprogetto diretto. Una minoranza raccomanda invece di approvare sia l’iniziativa sia il controprogetto e, conformemente a quanto sancito nella legge sul Parlamento (art. 102, cpv. 2), di dare la preferenza al controprogetto nella domanda risolutiva.
Sull’iniziativa e sul controprogetto il Consiglio nazionale delibererà il 13 dicembre 2016. Affinché il Consiglio degli Stati abbia tempo a sufficienza per le proprie deliberazioni, la Commissione chiede una proroga del termine di trattazione.
2. La CET-N propone l’adozione del Nuovo ordinamento finanziario 2021
Dopo aver ascoltato una delegazione della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze, la Commissione è entrata in materia senza opposizioni sul progetto del Consiglio federale di prorogare di 15 anni la facoltà della Confederazione di riscuotere l’imposta federale diretta (IFD) e l’imposta sul valore aggiunto (IVA) (16.053). Attualmente questa facoltà è limitata al 2020. Considerati i risultati della procedura di consultazione e la grande importanza dell’IFD e dell’IVA per la stabilità finanziaria della Confederazione, la maggioranza della CET-N propone di accettare il disegno del Consiglio federale con 16 voti contro 8. Per la maggioranza della Commissione, il rinnovo della proroga garantisce inoltre la legittimità popolare e democratica alle scelte politiche nel campo dell’ordinamento finanziario attraverso il referendum obbligatorio. Una minoranza ritiene che, con una proroga di soli 10 anni, la popolazione potrebbe esprimersi più spesso sugli aspetti finanziari fondamentali attraverso il referendum. Un’altra minoranza (5 voti contro19) propone di rendere permanente la facoltà della Confederazione di riscuotere l’IFD e l’IVA, poiché le due imposte rappresentano da sole più del 60% delle entrate della Confederazione.
Nella votazione sul complesso, la CET-N ha approvato il progetto con 24 voti contro 0. L’oggetto sarà trattato dal Consiglio nazionale il 15 dicembre 2016.
3. La CET-N intende rafforzare il mercato svizzero dello zucchero
La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale si è occupata dell’iniziativa parlamentare 15.479, depositata dal consigliere nazionale Bourgeois, il cui obiettivo è salvaguardare la produzione di zucchero in Svizzera. La Commissione teme che a seguito della decisione dell’UE di abbandonare le quote di produzione a fine settembre 2017 e, contemporaneamente, di sbloccare le esportazioni, sul mercato svizzero si riversino grandi quantità di zucchero di produzione europea, con importanti ripercussioni sui prezzi e sulla produzione indigena di zucchero e di barbabietola da zucchero. Volendo sostenere il mercato svizzero dello zucchero, la CET-N ha pertanto deciso di dare seguito all’iniziativa con 14 voti contro 7 e 3 astensioni. L’iniziativa passa ora all’esame della Commissione degli Stati la cui approvazione è indispensabile affinché possa essere concretizzata.
4. La Commissione ribadisce: la penalizzazione fiscale del matrimonio va eliminata
Con 12 voti a favore, 11 contrari e 1 astensione, la CET-N ha accolto la mozione del Consiglio degli Stati 16.3044. La mozione chiede al Consiglio federale di porre fine alla penalizzazione del matrimonio dovuta all’imposizione congiunta dei coniugi e dei partner registrati. In vista del messaggio che il Consiglio federale ha annunciato per fine marzo 2017, la maggioranza ha voluto esprimere chiaramente il proprio consenso ad una soluzione che metta fine alla penalizzazione del matrimonio pur considerando i coniugi un’unità economica; è dunque contraria all’imposizione individuale. La minoranza invece sostiene un’imposizione individuale indipendente dallo stato civile dei contribuenti, che avrebbe altresì il merito di incentivare all’esercizio di un’attività lucrativa e contribuirebbe così a mitigare la penuria di lavoratori qualificati.
5. Altri punti in discussioni e decisioni
Senza opposizioni, la Commissione è entrata in materia sul disegno di modifica della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (16.052) e, nella votazione sul complesso, l’ha approvato all’unanimità.
Senza controproposte, la Commissione del Consiglio nazionale ha aderito alla decisione del Consiglio degli Stati di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di Berna «Calcolo dell’unità standard di manodopera nell‘agricoltura» (12.318). Ritiene infatti che gli obiettivi perseguiti dall’iniziativa siano già stati raggiunti.
La Commissione, che ha recentemente condotto diverse audizioni sul tema della situazione del ceto medio in Svizzera (cfr. comunicato stampa del 26 ottobre 2016), ritiene che l’attualità e l’importanza della tematica siano indiscusse. Non vi è tuttavia unità di vedute sui possibili approcci risolutivi per migliorare la situazione del ceto medio, ragione per cui, per il momento, non intende depositare alcun intervento.
Presieduta dalla consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer (PS, BL), la Commissione si è riunita a Berna il 14 e il 15 novembre 2016. A parte della seduta erano presenti il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann e il consigliere federale Ueli Maurer.