Texte oral fait foi

 

Gentile Presidente della Federazione della banche Raiffeisen del Ticino e Moesano,
Signore e Signori,

sono lieta di essere qui con voi questa sera e vi ringrazio di avermi invitata al vostro convegno annuale. Quest’anno la presidenza dell’Assemblea federale mi dà l’occasione di manifestare il mio sostegno ad associazioni, cooperative, movimenti o persone che perseguono un ideale. Cerco anche di attirare un po’ di attenzione sulle donne e sugli uomini che lavorano nell’ombra, al servizio del bene comune.
La Banche Raiffeisen del Ticino e Moesano rispondono tuttora ai principi etici propugnati alla fine dell’Ottocento da Friedrich Wilhelm Raiffeisen, il borgomastro tedesco che ridiede speranza e dignità ai contadini e agli artigiani d’Europa vittime degli usurai, mostrando loro come liberarsi dalla miseria aiutandosi reciprocamente. Oggi il suo sistema di depositi di risparmio e di prestiti ai soci, a condizioni vantaggiose e dietro garanzie, è ancora di grandissima attualità: in questi tempi di crisi finanziaria dimostra più che mai la sua affidabilità e la sua solidità.
La prosperità delle Casse Raiffeisen si fonda sulla fiducia dei piccoli e medi risparmiatori, proprietari della loro banca, e sugli investimenti locali. La Federazione delle banche Raiffeisen contribuisce direttamente allo sviluppo del Ticino. La maggior parte dei fondi prestati serve a costruire immobili e abitazioni. Ne sono convinta: fintantoché continuerà a riservare ai suoi aderenti un posto privilegiato e centrale nelle sue attività, la vostra federazione potrà guardare al futuro con fiducia.
L’istituzione Raiffeisen è reputata per la sua misura e la sua moderazione. Le si riconosce prudenza nella valutazione dei rischi e un grande senso di responsabilità sociale. Proprio la perdita di questi valori è all’origine della crisi attuale. Attraverso la globalizzazione, e in particolare l’internazionalizzazione dei mercati finanziari, le norme sociali e i sistemi di retribuzione ideati negli Stati Uniti si sono progressivamente estesi a tutto il pianeta.

Come esempio, basti pensare che nel 2007 un amministratore delegato medio ha guadagnato, negli Stati Uniti, 10,5 milioni di dollari, ossia 344 volte il salario medio oltre Atlantico. Oggi sappiamo che i compensi molto elevati sono economicamente inefficaci; senza contare che, accentuando le ineguaglianze, costituiscono anche una minaccia per la democrazia.

Con ogni evidenza, le banche Raiffeisen hanno beneficiato della perdita di fiducia dei clienti di UBS e Crédit Suisse. Tuttavia, cosciente del ruolo chiave di UBS per la piazza finanziaria svizzera, il gruppo ha reagito accordandole quasi mezzo miliardo di franchi di crediti per ipoteche di primo rango su oggetti di qualità, in garanzia. Un gesto lodevole che è andato ad aggiungersi al sostegno votato dal Parlamento elvetico.

Consentitemi ora di rivolgermi direttamente ai membri della direzione di Raiffeisen Svizzera presenti qui quest’oggi. Mi auguro che non dimentichiate mai il profondo radicamento nella popolazione modesta delle cooperative che coordinate e per le quali assicurate le transazioni bancarie. Vi esorto a non prender parte agli eccessi nelle retribuzioni dei top-manager e a dar prova di umiltà di fronte all’attuale successo del gruppo. Lo spirito Raiffeisen, basato sulla solidarietà e il bene comune, è incompatibile con il trionfalismo individuale.

Mi auguro inoltre che le donne possano essere più presenti nella direzione strategica di Raiffeisen Svizzera. Come ex presidente della Commissione federale per le questioni femminili, sono certo lieta che Gabriele Burn sia riuscita ad accedere al sancta sanctorum. Ma con una sola donna accanto a dieci uomini al suo comando, il gruppo Raiffeisen è ancora ben lungi dal concretizzare la sua filosofia delle pari opportunità.

Speriamo che Marie-Françoise Perruchoud, attualmente vicepresidente del consiglio d’amministrazione del gruppo, non tardi a raggiungere la signora Burn!
Vorrei ricordare qui anche le numerose donne che si impegnano giornalmente nelle agenzie Raiffeisen ticinesi. A quelle che esercitano delle responsabilità auguro di avere il coraggio di impiegare tutte le loro forze. Soprattutto, che non si sentano obbligate a ricalcare il loro operato su quello degli uomini. Le esorto a utilizzare le competenze sociali che suggeriscono loro di integrare nei processi decisionali le loro collaboratrici e i loro collaboratori.

Vi ringrazio per la vostra attenzione e vi auguro dei dibattiti costruttivi e stimolanti.

 

15.05.2009