Mozione di commissione per una politica finanziaria previdente
Con 14 voti contro 8, la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) ha deciso di depositare la mozione «Per una politica finanziaria previdente che permetta di realizzare riforme fiscali prioritarie senza programmi di risparmio», che incarica il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento una decisione di principio e programmatica ai sensi dell’articolo 28 della legge sul Parlamento. La mozione dovrà fare in modo di contenere l’aumento delle spese e di accumulare eccedenze strutturali, così che le riforme fiscali annunciate possano essere attuate senza adottare programmi di risparmio e possibilmente senza aumentare le imposte, e senza che si ripercuotano eccessivamente sulla crescita e sulla prosperità. Questo obiettivo dovrà applicarsi, fra l’altro, al programma di legislatura 2015-2019 e ai pertinenti decreti di finanziamento pluriennali. La discussione si è concentrata sulle conseguenze che rischia di avere la prossima riforma III dell’imposizione delle imprese. I sostenitori della mozione hanno sottolineato la necessità di tale riforma, che verosimilmente modificherà in maniera considerevole il sistema fiscale. La minoranza respinge la mozione, non ritenendola necessaria. A suo parere la politica fiscale deve anche prevedere un sufficiente volume di entrate. In particolare è contraria a qualsiasi programma di riduzione delle imposte. La minoranza propone al Consiglio nazionale di respingere la mozione di commissione.
Corapporti e consultazioni
Per quanto riguarda il progetto «Strategia energetica 2050, primo pacchetto di misure» (13.074), la CdF-N sostiene l’istituzione di un fondo per il supplemento rete (art. 37 del disegno di modifica della legge sull’energia). Per la Commissione è essenziale garantire la trasparenza dei flussi finanziari. Essa ritiene tuttavia che la loro tracciabilità potrebbe essere notevolmente migliorata se si versassero gli importi alla Confederazione e se il fondo venisse alimentato da questi capitali. La Commissione propone pertanto di integrare in tal senso gli articoli 37 e 39 della legge sull’energia.
Con 14 voti contro 10, la CdF-N propone alla Commissione dell'economia e dei tributi (CET) di raccomandare di respingere l’iniziativa popolare 13.085 «Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate». L’attuazione di questa iniziativa comporterebbe, a seconda del modello scelto, una diminuzione delle entrate dell’imposta federale diretta pari a 1−2,3 miliardi di franchi l’anno, di cui il 17 per cento ricadrebbe sui Cantoni. La maggioranza della Commissione ritiene insostenibile una tale diminuzione delle entrate, considerato lo stato attuale delle finanze federali. In seno alla Commissione si sono levate alcune voci per sottolineare che la soluzione proposta dai promotori dell’iniziativa escluderebbe di fatto il modello dell’imposizione individuale. Da parte sua, la minoranza si è rifatta a una sentenza di riferimento pronunciata nel 1984 dal Tribunale federale (DTF 110 Ia 7 consid. 3a ss.), secondo cui nel quadro dell’imposizione progressiva l’onere fiscale delle persone sposate dev’essere alleggerito rispetto a quello delle persone non coniugate. Con 19 voti contro 4, la CdF-N propone alla CET di raccomandare di respingere anche l’iniziativa popolare 13.084 «Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione». La Commissione delle finanze si allinea in tal modo a quanto proposto dal Consiglio federale.
Consultata in virtù dell’articolo 151 della legge sul Parlamento, la CdF-N sostiene la revisione dell’ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS). Con 15 voti contro 6 ha deciso di seguire il progetto della sua sottocommissione incaricata dell'esame preliminare. Per la CdF-N è importante che venga ridotto al minimo il rischio che la Confederazione sia costretta a intervenire per coprire gli ammanchi. La maggioranza ritiene pertanto che il prolungamento dell’obbligo contributivo e l’introduzione di regole più severe per i rimborsi siano elementi importanti della revisione. Per la minoranza, invece, il modello attuale ha dato finora buoni risultati. In particolare essa si oppone all’introduzione di un supplemento di sicurezza, pari al 30 per cento.
La CdF-N è stata consultata dall’Amministrazione federale delle finanze a proposito dell’ottimizzazione del Nuovo modello contabile della Confederazione. La Commissione approva la maggior parte delle proposte. La Commissione si esprime a favore di un consolidamento integrale del conto della Confederazione. Con 15 voti contro 5 e un’astensione, essa ritiene che nel consuntivo consolidato debbano essere incluse anche le assicurazioni sociali. Inoltre, con 17 voti favorevoli e due astensioni, la Commissione propone che vengano iscritti a bilancio i beni d’armamento. Si è discusso pure della Cassa di risparmio della Confederazione. Con 14 voti contro 6 e un’astensione, la Commissione ha deciso di incaricare il Consiglio federale di valutare se essa sia ancora attuale o se sia da abolire.
Presieduta dal consigliere nazionale Leo Müller (PPD/LU), la Commissione si è riunita a Berna il 30 e il 31 gennaio 2014. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, capo del DFF, rappresentanti del suo dipartimento, del DFI, del DDPS e del DATEC, e il direttore del Controllo federale delle finanze.
Berna, 31 gennaio 2014 Servizi del Parlamento