La Conferenza degli organi specializzati negli affari dell’Unione dei parlamenti dell’Unione europea (COSAC) si riunisce a intervalli regolari per discutere di questioni nell’ambito dell’Agenda europea sulla migrazione. In questo contesto, il 5 e 6 maggio i presidenti dei suddetti organi specializzati nazionali si sono incontrati per discutere sull’efficacia e il funzionamento del sistema basato sui punti di crisi (hotspot approach) adottato nel 2015 nel quadro dell’Agenda europea sulla migrazione e per visitare il centro di identificazione e smistamento (hotspot) di Pozzallo.
L’obiettivo primario del sistema basato sui punti di crisi, ossia quello di contribuire al miglioramento della gestione delle frontiere, dev’essere assicurato mediante la corretta identificazione, la registrazione e il rilevamento delle impronte digitali di tutti i migranti in arrivo. Questo modo di procedere rappresenta il prerequisito per un corretto indirizzamento dei migranti verso la procedura nazionale di asilo, il sistema di ricollocazione d’emergenza o la procedura di rimpatrio.
Secondo le dichiarazioni delle autorità italiane, l’adozione in ulteriori porti di sbarco del sistema basato sui punti di crisi ha consentito nel 2016 di aumentare in media al 97 per cento la quota di migranti registrati correttamente e di cui si sono potute rilevare le impronte digitali. I rappresentanti delle autorità locali incaricate di attuare il sistema basato sui punti di crisi, di agenzie europee e di diverse organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative erano perciò concordi nell’affermare che tale sistema svolge in Italia un ruolo fondamentale nel migliorare la gestione delle frontiere.
Il sistema basato sui punti di crisi è tuttavia compromesso da lacune nelle procedure di follow up. Nell’ambito dei programmi di ricollocazione per persone bisognose di protezione adottati dagli Stati membri dell’UE, su un totale di 160 000 persone che rientrano in questa categoria ne sono state ricollocate soltanto 16 735 (di cui 5244 dall’Italia) in altri Paesi UE (stato 19 aprile 2017). Il tasso di attuazione è così basso soprattutto perché gli Stati membri dell’UE non mettono a disposizione posti sufficienti e l’attuazione del programma unionale di ricollocamento risulta pertanto difficile. Secondo la Relazione speciale della Corte dei conti europea del 25 aprile 2017, con un valore inferiore al 20 per cento anche il tasso di attuazione delle decisioni di rimpatrio nei Paesi di origine risulta essere ben al di sotto delle aspettative iniziali. Il motivo è da ricondurre alla mancanza di cooperazione dei Paesi di origine in materia di riammissione
Secondo le dichiarazioni delle autorità italiane il numero crescente di minori non accompagnati rappresenta una problematica ulteriore (fino a fine settembre 2016 erano oltre 20 000 in Italia). In assenza di strutture adatte ad accoglierli e custodirli, i minori non accompagnati rimangono per un tempo superiore alla media nei centri di identificazione e smistamento, ossia in strutture che non sono pensate né per accogliere e custodire minori non accompagnati né per ospitare a medio e lungo termine persone bisognose di protezione. In generale le autorità constatano che il numero di migranti in arrivo è in continua crescita. Dall’inizio del 2017 sono stati registrati in Italia 26 941 arrivi (2854 dei quali nel centro di identificazione e smistamento di Pozzallo), ossia il 45 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Alla luce di queste problematiche, i presidenti degli organi specializzati negli affari dell’Unione dei parlamenti dell’Unione europea hanno vagliato con i rappresentanti delle autorità locali anche possibili misure atte ad aumentare le attuali capacità dei centri di identificazione e smistamento. Si è dunque discusso su come migliorare le strutture di accoglienza attorno a questi centri, su come ridurre al massimo i tempi di elaborazione delle domande d’asilo e su come applicare le attuali procedure di rimpatrio. Ha partecipato ai colloqui in rappresentanza della Delegazione AELS/UE il suo presidente, il consigliere nazionale Thomas Aeschi (UDC/ZG).